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Saturday, January 18, 2025

ci sono pochi giorni d'inverno a Roma / un trucco

ci sono pochi giorni d'inverno a Roma

alcuni oggetti libri e foto

mi scaldano più di un fuoco

e per qualche bellissimo minuto 

danno senso al mio reale


dove trovo un medico compiacente?

qualcuno che mi dia un farmaco

un oppiaceo un lisergico

una di quelle salive di rana

che spostano il presente?


andrebbe bene anche un musicista, un poeta, un mago

qualcuno che sappia darmi un qualcosa

che mi riporti nel passato

o che mi sposti nel futuro

un trucco per essere in qualsiasi luogo


diverso da questo presente


Wednesday, January 15, 2025

promemoria


un pezzetto piccolo piccolo 
del mio corpo lontano lontano 

si è piantato ostinato
tra le pieghe dei tuoi abiti 

ho trovato un capello lungo lungo
nella busta che mi hai inviato

un altro è rimasto incastrato 
nel bottone della giacca

vicino al fazzoletto di tua nonna
tra le promesse impresse nei fogli di carta 
 
e lì rimangono 
ostinati promemoria di un amore 

che poi il compagno più grande 
dei miei giorni presenti 

è quel punto al centro dei tuoi occhi 
addormentato tra il cuore e tra la gola  

che rimane lì ad attendere il suo tempo
paziente come un albero 

come le sue foglie 
che scendono in un vortice 

ed io mi rallegro del tempo che passa 
del mondo che soffre del buio che avanza

perché lui passa e tu rimani 
e pian piano il mondo gira

e tu torni vicino




 


Sunday, January 12, 2025

Saturday, December 28, 2024

illusione

la condanna dell'uomo socializzato nella società di massa: mai solo, sempre solitario. (T.A.)


in questa casa ti ho immaginato a lungo

qui ritorno adesso solitario

mi rallegro di questo: 

posso finalmente andare in bagno

aprire la bocca e tirare fuori quello che ho dentro

così magari riesco a capirlo meglio

(o anche solo dargli una spolverata)

qui dentro sembra non esserci nulla

è buio e sento l'eco dei pensieri 


ci lancio dentro un'amo

che catturi tutta la mia essenza 

e tiro forte il mulinello 

eppure la corda 

per tutti i giorni di dicembre gira a vuoto interminabile 

come se dentro me non ci fosse più nulla 

un guasto elettrico che interrompe le allegrie

come se il saperti esistente e irraggiungibile 

dissolva il mio respiro


Friday, December 6, 2024

un taglio sul labbro

mi sembra di scorgere dalla finestra 

la sua sagoma di donna

ma la regola del mondo me lo vieta

non può essere quella donna 

le sue labbra che mi chiedono 

"ma sei normale?"

e intanto cosa mi rimane 

un taglio sul labbro rimediato in Corea

una frase incompleta intercettata nel metrò


ho provato a mangiare tutto 

ogni pietra ramo e nuvola di Roma 

ho bevuto il Tevere e la parte più buona 

dell'amabile Aniene 

ma ancora è qui

quel senso di vuoto che ara le mie arterie 

fa una catasta alta 

con tutte le mie buone intenzioni 

e le brucia controvento

ogni domenica mattina


Sunday, November 17, 2024

ortica

un pensiero che cresce in ogni dove

non ha regola nè storia

ma un periodo in cui circonda

i tuoi giorni e la mia mente


una domenica pomeriggio lunga mesi interi

ti fa sentire impotente

un orto di punti deboli e arbusti

che non estirpo più


c'è un dolore sospeso tra le parole che dico

e quelle che ascolto

tra la speranza che nutro

e quella che perdo


un dolore sordo che respiro

in questa enorme piccola città

in cui l'apnea diventa

la mia passeggiata quotidiana


quanto è silenzioso questo dolore

ha il volto pulito di un cielo terso

il sole batte sulla facciata del palazzo

tu pensi sia bello ma la stinge irrimediabilmente


le autorità arrivano a passo lento

per dichiararla morta

Thursday, November 7, 2024

con il tuo volto di

con il tuo volto di sudeuropeo 

cittadino di roma estrazione piccolo borghese 

nella tua stanza senza finestre 

fai quel che puoi per rendere gradevole l'ambiente

tratteggi piante e alberi 

luce accecante da un lato

cielo stellato dall'altro 

così puoi dormire quando vuoi 

e stenderti persino 

su un duro prato di linoleum


almeno hai tutto il tempo per studiare 

contromisure traballanti per questi giorni 

che non sanno cosa chiederti

è la vita che ti fora l'orecchio che ti solleva l'anima  

e si diverte a frantumarti i denti  

ti lancia in aria ti lascia sotto la pioggia ti abbandona 

sotto questo caldo insostenibile

mentre sulle lenzuola immagini 

la sagoma lontana del suo corpo


hai trovato un suo capello 

su un foulard antico che ti ha dato 

è una vita che può dare l'estasi o affogare

è la stessa che ti ha messo al mondo

fatto sedere in questa stanza spoglia

che decori come puoi 

e adesso che ti piaccia o no

può far di te quello che vuole 

Monday, November 4, 2024

abiti stirati

chiudo gli occhi apro gli occhi chiudo gli occhi 

il silenzio è identico e affilato 

ma la mia pelle è dura non si scheggia 


donami il tuo sangue 

ed io ti incarto il mio 

hanno lo stesso colore quel bel bíbor 


dammi uno dei tuoi occhi 

ed io 

io ti preparo uno dei miei 


la tua mano sinistra, per favore 

quella con lo smalto arancio 

ed ecco che la mia ti arriva in cambio 


capisco che dieci dita sono poche 

ma tu prendi pure 

tutte quelle che ti servono 


Il mio fegato lo sai 

basta che me ne lasci un pezzettino 

e quello poi ricresce 


La mia pelle le mie ossa 

la mia barriera ematoencefalica 

che filtra ogni scoria (a parte ansie e turbamenti) 


incontro migliaia di volti estranei 

con i nostri begli abiti stirati

siamo privi di ruolo l'uno per l'altro  


e ogni sera siamo soli con le nostre vene  

Sunday, November 3, 2024

difese immunitarie

che sia novembre che sia giugno che sia marzo

il mio corpo elabora reazioni 

a parole immagini ricordi 

protende le sue mani poi le unghie le sinapsi 


impara una nuova lingua 

fatta di accenti ignoti e silenzi prolungati 

una lingua che allunga ossa (csontok) e organi 

un processo lungo, doloroso e irrinunciabile 


ripete la parola linguaggio 

questa parola che decide il destino (sors) della gente

e anche adesso da lontano (távoli)

è il treno vecchio (régi) che mi porta fino a te 


la mia nonna (nagymama) non lo sapeva mica 

che in certi luoghi del mondo finestra può dirsi ablak 

ma tre minuti nella stessa stanza (szoba)

e avrebbe capito tutto quello che c'era da capire 


Monday, October 14, 2024

neanche fossi amelia

per O., 

per una cena al sole


mi sono perso in una città

un bosco fitto di persone tutte uguali 

gente che non conosce il mio linguaggio

e vive di paure e porte chiuse


una selva di alberi che si alza e a volte

edera attorno al collo

prova a togliermi l'aria 

ma io respiro con la memoria dei tuoi sigh


è un bosco che diventa foresta 

e io ci giro dentro, perdo l'equilibrio 

li trovo tutti intorno

neanche fossi amelia rosselli


non possono farmi niente

me li lascio dietro e li prendo in giro

sono un coacervo di alberi tutti uguali 

nel loro non essere te 

Monday, October 7, 2024

parole

parole da dimenticare 
altre da tenere strette con te 
mentre cerchiamo di dormire 

nei nostri piccoli rifugi 
di letti diversi
di città diverse 

alcune sillabe io le tengo 
sotto la mia pelle
fino a natale 

c'è una specie di certezza 
dietro alle mie orecchie sotto la gola
intorno ai miei pensieri di europeo

la tengo per me 
pietra di lago tra le coperte 
nel silenzio della notte 


 

volevo parlarti di piero e vittoria / infezione

un film degli anni sessanta alain delon si chiamava piero monica vitti? vittoria c’erano le albe già i tramonti c’era mio padre in c...