Reading List

Wednesday, October 29, 2025

Ambaradan - tra quelle dieci dita

Ambaradan è un termine che indica un insieme disordinato di cose. Si presume derivi dalla battaglia di Amba Aradam, in Etiopia, nel 1936. Uno dei principali crimini di guerra italiani. 

per adam pollo e j.m.g. le clèzio


mentre mi parla delle sue vacanze

mi tiro fuori l'anima dalle unghie

soffio un po' di polvere mi illudo di alleggerirla un po'


forse 

tutto questo dispiacere

potrei ancora sfruttarlo a mio favore


prendere altre piante 

cactacee, carnivore, palme che purificano l'aria

roba che mi dia una mano a respirare


muoversi sovrappensiero per il mondo

scambiare quei capelli per i suoi

la parola chiave?  "deludente"


apro gli occhi sul pavimento colmo di insetti

dell'ospedale del mio paese

che sete ho!


a furia di muovermi per il mondo

con uno spago marrone

mi si sono cucite le labbra


quando brucia, la pelle come il mondo si ritrae 

tra quelle dieci dita senza smalto

mi afferrano e sotterrano


eppure ancora 

tutto questo dispiacere 

potrei sfruttarlo a mio favore


farci una corda arrampicarmi su un palazzo 

vedere roma 

è come una allucinazione


chili e chili di stare al mondo

parole aerei fogli di carta nascondigli favolosi

tutto questo ambaradan 


e ancora riescono a trovarmi 

quelle dieci dita senza smalto 

è questo il loro aspetto affascinante


non riesco a eluderle

Sunday, October 12, 2025

fentanyl

                            mattino

ho comprato un gioco per bambini

un elefante variopinto,

che stupenda parola, variopinto,


così piena di promesse


ho parlato con te

come se fossi nella stanza

uno chiedeva all’altro di descrivere


il rumore che fa il tempo mentre consuma gli uomini

 

ma non volevamo approfondire la questione.

ci siamo detti

è un romanzo di Barnes


l’angoscia di essere braccati

da forze i n v i s i b i l i  

accusati di crimini che non abbiamo commesso

 

l’unione sovietica la costruiamo con calma

ogni sera dentro di noi

adesso è più un tempo da fentanyl

un altro modo di chiamare

la stessa solitudine

 

abbiamo cercato altre parole per raccontarlo

il rumore di questo nostro tempo

l'ipotesi è che sia quello che accade alla mente

mentre la nostra pelle si macchia 


il nostro sguardo si vela

le speranze si     disidratrano

e inizi ad arrenderti 


                            pomeriggio

mi insegnano a usare un defibrillatore

in tasca ho una pietra liscia e un fazzoletto 

che vengono dalle tue parti

 

non aver paura di spezzare le costole

mi dice l'istruttore


io ho quarant’anni

questo è un dato incontrovertibile

sono da solo in questa stanza 

ma entrambi in questa stanza

possiamo dire di averlo saputo una volta 

che cos’è l’amore


questa è un po' una consolazione

un po' un dolore

di certo è un altro dato inconfutabile

che torna a trovarmi

 

mentre penso al tuo Paese

                 senza sbocchi sul mare

Monday, October 6, 2025

una vita come tante

ci sono frammenti di conversazioni, brandelli di espressioni facciali

piccoli episodi / sguardi ed espressioni 

pulviscolo atmosferico che fingo di non notare


e, tutto intorno, il rumore delle persone che siamo diventate


(togli le scarpe prima di entrare in casa 

proteggi i sedili della tua auto 

e pulisci ogni due giorni i vetri delle finestre)


nel mio piccolo paese potrei morire in un istante

non c’è più nulla. Nulla. Il vento ha spazzato via tutto.

solo pochi superstiti che guardano la strada dalle fessure delle persiane. 


(non fidarti di nessuno / vai in chiesa ogni domenica 

non prendere un cane, troppo impegnativo / 

una birra sotto casa e arrivi prima a letto)  


è stata una tempesta di vento a spazzarci via 

ci siamo rifugiati, come scarafaggi, in un anfratto

e abbiamo finito per abituarci


abbiamo arredato il nostro tugurio 

riponendo con cura su ogni mensola

tutti i sogni che non realizzeremo 


è finita che siamo rimasti soli 

nel nostro piccolo insignificante spazio

la natura lì fuori si rivela straordinaria 


ma noi non ce ne accorgiamo

mentre strenui continuiamo a difendere

il nostro squallido angolo di muro 



 




Dedalo

per s.d.s. mentre, nel labirinto, il percorso possibile è solo uno e porta al centro e poi all’uscita, nel dedalo perdersi è inevitabile. ...