puntuale come tetti d’amianto
ogni giorno la senti arrivare
piano le pareti iniziano a vibrare
tu mi ricordi di sbarrare le finestre
io di fuggire nelle cantine umide
lumaca grigia strisciante tra foreste di estranei
che conca d’oro è la nostra alexanderplatz
la pasta quasi bolle e tu ci salti sempre dentro
il cielo trema come le case dei poveri quando tira vento
io con pazienza intreccio tra loro
ogni giacca rotta e speranza caduta in mare
i tuoi occhi no,
quelli ancora li sento orbitare su roma est,
così sovieticamente tristi
spegnevano strade, piazze e molti miei organi
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Thursday, October 9, 2014
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ignoranza
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