ci sono frammenti di conversazioni, brandelli di
espressioni facciali
piccoli episodi / sguardi ed espressioni
pulviscolo atmosferico che fingo di non notare
e, tutto intorno, il rumore delle persone che siamo diventate
(togli le scarpe prima di entrare in casa
proteggi i sedili della tua auto
e pulisci ogni due giorni i vetri delle finestre)
nel mio piccolo paese potrei morire in un istante
non c’è più nulla. Nulla. Il vento ha spazzato via tutto.
solo pochi superstiti che guardano la strada dalle
fessure delle persiane.
(non fidarti di nessuno / vai in chiesa ogni domenica
non prendere un cane, troppo impegnativo /
una birra sotto casa e arrivi prima a letto)
è stata una tempesta di vento a spazzarci via
ci siamo rifugiati, come scarafaggi, in un anfratto
e abbiamo finito per abituarci
abbiamo arredato il nostro tugurio
riponendo con cura su ogni mensola
tutti i sogni che non realizzeremo
è finita che siamo rimasti soli
nel nostro piccolo insignificante spazio
la natura lì fuori si rivela straordinaria
ma noi non ce ne accorgiamo
mentre strenui continuiamo a difendere
il nostro squallido angolo di muro
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