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Thursday, November 7, 2024

con il tuo volto di

con il tuo volto di sudeuropeo 

cittadino di roma estrazione piccolo borghese 

nella tua stanza senza finestre 

fai quel che puoi per rendere gradevole l'ambiente

tratteggi piante e alberi 

luce accecante da un lato

cielo stellato dall'altro 

così puoi dormire quando vuoi 

e stenderti persino 

su un duro prato di linoleum


almeno hai tutto il tempo per studiare 

contromisure traballanti per questi giorni 

che non sanno cosa chiederti

è la vita che ti fora l'orecchio che ti solleva l'anima  

e si diverte a frantumarti i denti  

ti lancia in aria ti lascia sotto la pioggia ti abbandona 

sotto questo caldo insostenibile

mentre sulle lenzuola immagini 

la sagoma lontana del suo corpo


hai trovato un suo capello 

su un foulard antico che ti ha dato 

è una vita che può dare l'estasi o affogare

è la stessa che ti ha messo al mondo

fatto sedere in questa stanza spoglia

che decori come puoi 

e adesso che ti piaccia o no

può far di te quello che vuole 

Monday, November 4, 2024

abiti stirati

chiudo gli occhi apro gli occhi chiudo gli occhi 

il silenzio è identico e affilato 

ma la mia pelle è dura non si scheggia 


donami il tuo sangue 

ed io ti incarto il mio 

hanno lo stesso colore quel bel bíbor 


dammi uno dei tuoi occhi 

ed io 

io ti preparo uno dei miei 


la tua mano sinistra, per favore 

quella con lo smalto arancio 

ed ecco che la mia ti arriva in cambio 


capisco che dieci dita sono poche 

ma tu prendi pure 

tutte quelle che ti servono 


Il mio fegato lo sai 

basta che me ne lasci un pezzettino 

e quello poi ricresce 


La mia pelle le mie ossa 

la mia barriera ematoencefalica 

che filtra ogni scoria (a parte ansie e turbamenti) 


incontro migliaia di volti estranei 

con i nostri begli abiti stirati

siamo privi di ruolo l'uno per l'altro  


e ogni sera siamo soli con le nostre vene  

Sunday, November 3, 2024

difese immunitarie

che sia novembre che sia giugno che sia marzo

il mio corpo elabora reazioni 

a parole immagini ricordi 

protende le sue mani poi le unghie le sinapsi 


impara una nuova lingua 

fatta di accenti ignoti e silenzi prolungati 

una lingua che allunga ossa (csontok) e organi 

un processo lungo, doloroso e irrinunciabile 


ripete la parola linguaggio 

questa parola che decide il destino (sors) della gente

e anche adesso da lontano (távoli)

è il treno vecchio (régi) che mi porta fino a te 


la mia nonna (nagymama) non lo sapeva mica 

che in certi luoghi del mondo finestra può dirsi ablak 

ma tre minuti nella stessa stanza (szoba)

e avrebbe capito tutto quello che c'era da capire 


Monday, October 14, 2024

neanche fossi amelia

per O., 

per una cena al sole


mi sono perso in una città

un bosco fitto di persone tutte uguali 

gente che non conosce il mio linguaggio

e vive di paure e porte chiuse


una selva di alberi che si alza e a volte

edera attorno al collo

prova a togliermi l'aria 

ma io respiro con la memoria dei tuoi sigh


è un bosco che diventa foresta 

e io ci giro dentro, perdo l'equilibrio 

li trovo tutti intorno

neanche fossi amelia rosselli


non possono farmi niente

me li lascio dietro e li prendo in giro

sono un coacervo di alberi tutti uguali 

nel loro non essere te 

Monday, October 7, 2024

parole

parole da dimenticare 
altre da tenere strette con te 
mentre cerchiamo di dormire 

nei nostri piccoli rifugi 
di letti diversi
di città diverse 

alcune sillabe io le tengo 
sotto la mia pelle
fino a natale 

c'è una specie di certezza 
dietro alle mie orecchie sotto la gola
intorno ai miei pensieri di europeo

la tengo per me 
pietra di lago tra le coperte 
nel silenzio della notte 


 

Wednesday, September 25, 2024

/

L'importante è parlare sempre come se tutto dovesse essere trascritto. Così si può avere la sensazione di come non si è liberi. Non si è liberi di parlare come se si fosse sé stessi. 

J.M.G. L.

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Non siete uomini, perché non sapete di vivere in un mondo umano. Imparate a parlare. Provateci anche voi. Anche se non avete niente da dire. Avere la possibilità di parlare. Perché non tentate, visto che ci siete, di sostituire le vostre macchine: su, da destra a sinistra, parlate. Diffondete la buona parola. Vedrete che presto non avrete più bisogno di radio o di televisori. Vi incontrerete com semplicità ad un angolo di strada, come me oggi, e vi racconterete delle storie. 

J.M.G. L.



Friday, September 20, 2024

ritornello

ultimo giorno d'estate

un cielo azzurro senza nuvole

senza sillabe colmo di movimento di sentimento 

e un ritornello che circonda il collo le mani il torace


quanto è bello quando non tutti i luoghi e le persone

sono uguali

avere qualcuno con cui perdersi in un mercato affollato

in un mattino di giugno


sono morto più volte in attesa di un aereo 

o di uno sbuffo di vento 

dopo la primavera l'estate e adesso eccolo

il nostro primo autunno


e il tempo che passa ci tiene vicini

amiamo gli alberi alti le nuvole basse la pioggia leggera

è il nostro primo autunno 

è una musica che riempie ogni spazio 


un ritornello che circonda il collo le mani il torace 

una pausa da me stesso

se mi allontano da me stesso 

se mi dico "torno presto!"

se mi guardo da lontano con i tuoni all'orizzonte

mentre cammino svelto per la strada senza luci

cosa vedo veramente?


a volte mi sembra di saperlo

(specie quando sono con te)

altre volte l'unica patria è la gente che amo 

li ho tutti sparpagliati nel mio petto   


ieri ho incontrato il mio vicino di casa 

uno scapolo con un giaccone sportivo sempre addosso

l'ho salutato come sempre 

sembrava andasse di fretta 

come se avesse qualcosa di molto serio da fare 


poco dopo mentre superavo una pizzeria da asporto

l'ho visto lì dentro con la coda dell'occhio

seduto da solo a consumare la sua pizza 

unico impegno della sua serata romana 


quando ho capito che era lui ho sentito una pressione

una sorta di dolore discreto 

come se il sangue scorrendo 

incontrasse un nuovo ostacolo 

che rallenta tutto il resto 


come se oggi la paura fosse un passo avanti

e niente spazio per le tue mani sulle mie 

Non Deve Accadere, dico alle onde di persone per la strada

non voglio abituarmi a questo 


ma ho la vista offuscata 

i suoni sono ovattati e lontani

non riesco a raggiungerti nemmeno oggi

a volte mi inganno e penso di sentire tra la folla

la tua risata inconfondibile 


 

Monday, September 16, 2024

le rotule

per karen green

alla fine il vento in california non è molto diverso 
da quello di roma sud 
se perdi qualcuno il vuoto è sempre quello 
le tazze nel lavello si riducono 

e seppellisci strati di memorie 
sotto film telegiornali e passeggiate con il cane 

sei molto coraggiosa nel dire quello che dici 
nel farlo come lo fai tu 
nel raccontare che, quando lo hanno tirato giù, 
gli hanno spezzato le rotule

devono fare tanto male questi dettagli
ma, senza i dettagli, ci sarebbe il resto? 

c'è una donna, sai, karen 
potrei dirti moltissimo di lei 
le ragioni fondamentali che mi portano ad amarla 
le sue qualità evidenti la dolcezza la nostra intesa indiscutibile

un linguaggio quotidiano 
che comprende ed espande i nostri sentimenti

eppure a me sembrano più centrali
le piccole espressioni-i sospiri-il tono della voce-il colore dello smalto 
il modo in cui mi guarda mentre mi avvicino a casa sua 
e scuote il capo pian piano 

i modi alternativi alla parola
che lei usa per amare

per questo io racconterò sempre i suoi dettagli 
l'importanza che dà alla sua impronta in questo mondo 
che lei splenda è già evidente al mondo intero
preferisco ricordare quando mi infilò il naso in un occhio

ed io, karen, sento che ti fa male 
se ti racconto ogni tremore 

quindi volevo solo dirti che ti capisco
quel che sembra irrilevante in realtà è un appiglio centrale
i dettagli di quel miscuglio 
che dan senso al nostro giorno 

se li metti insieme uno dopo l'altro 
ecco che compaiono i contorni di un amore 


crepe

ricopio le emozioni di tre continenti

sulle mie pareti interne 

trascrivo i battiti irregolari che imprimi 

sul tessuto vivo dei miei giorni  

da quando ti conosco mi sono ricordato 

di molte cose che non amavo più

erano addormentate lì,

tra i capillari e le sinapsi 

nelle pause tra un pensiero e un altro

fuori dalla fermata Dunakeszi gyártelep


in via dei reti 54

c'erano due letti singoli attaccati malamente

erano goffi e scomodissimi 

(che darei per dormirci questa notte) 

ma lo vedi quanto è grande 

questa serie di vicende 

che da un piccolo divano 

ci ha portato così lontano

e sulle crepe della vita

dipingiamo il nostro grande quadro 






Sunday, September 15, 2024

what if / tavolo di legno

What if I'd never written the letter
I slipped in the sleeve of the record I gave you?
What if I'd stayed on the C train to Lafayette?
What if we'd never met?
What if I'd only just done what you told me and never looked back?
What if I'd only ducked away down the hallway and faded to black?
(https://www.youtube.com/watch?v=NYeX551dfiY) 


una tavola imbandita da mesi 

ci sediamo ogni giorno e non vogliamo smettere

quello che non riusciamo a mangiare lo portiamo via 

lo poggiamo sul tavolo di legno

della casa che avremo

e domani? Domani sarà più buono di oggi! 

e con quello che non posso darti in questi giorni

faccio la stessa cosa, szerelmem

porto tutto via 

nelle mie tasche grandissime 

e quando ti ritrovo le svuoto tutte

sul tavolo di legno dei tuoi genitori

che sorpresa! esclamano le tende i libri i gioielli 

le foglie degli alberi che spiano dalla finestra

i frutti poggiati sul davanzale

non si è mai visto così tanto amore 

su un tavolo di legno  

volevo parlarti di piero e vittoria / infezione

un film degli anni sessanta alain delon si chiamava piero monica vitti? vittoria c’erano le albe già i tramonti c’era mio padre in c...