Reading List

Saturday, June 22, 2024

casa

primo sabato d’estate

la malinconia delle lenzuola appese

ad asciugare al vento

potenza delle forze invisibili

dell’amore finito

di quello appena nato

 

per dare forza a certe parole

le scrivi in stampatello

sento il tuo tono di voce cambiare

mentre leggo quelle lettere più alte

solidi palazzi nella foresta

"grazie per essere la mia CASA", ad esempio

 

hai guardato l’obiettivo per un istante

non c’era il mare non c’erano gli altri non c’era un altrove

era un momento che credevo invisibile

eppure è nell’aria nelle nostre arterie

in una polaroid nella mia tasca

e se la guardo mi ricompongo


Wednesday, May 15, 2024

nessun effetto

un crepuscolo di metà maggio

al termine del primo quarto di secolo

 

i coniugati rincasano e gli scarafaggi

escono da tombini e pizzerie

 

le anziane dimenticano la tv accesa e una donna singhiozza

sul tavolo della cucina


a me viene in mente una vecchia compagna a cui potevo dare di più

altre a cui avrei dovuto dare meno

 

dietro un mio libro trovo una poesia scritta a mano da una di loro 

non riesco a riconoscere la scrittura

 

mi sento in colpa a dirlo

ma i versi mi sembrano banali

 

sto per compiere quarant’anni

non mi fa nessun effetto


Wednesday, May 8, 2024

colpo di tosse

dopo essere rientrato con il cane

ho tentato di preparare una frittata

ma ho battuto l'uovo sul piatto 

con più forza del dovuto

proprio come ieri ho usato parole troppo dure

con l'unica donna che mi sorride tutti i giorni  

in questi casi il guscio si mescola col tuorlo

confondendo nello stesso mare 

elementi di dolore e godimento


provo a eliminare i cocci 

ma resta una operazione complicata 

decido di rischiare e ingerire tutto 

mi faccio andar bene ogni vicenda

frammenti appuntiti mescolati al resto

sono le mie giornate intermittenti e ibride 

dolce e veleno nella stessa mattinata

ognuno parte integrante dell'altro 

l'unico rimedio una bottiglia di palinka

ma anche lì la storia è complicata e stupenda


mentre lavo i piatti alzo lo sguardo sulla cucina vuota

del mio appartamento già venduto 

ad una famiglia perbene di bari. 

l'appartamento che un tempo riempiva con i suoi colpi di tosse

non ho mai capito se fosse allergia

o un discreto segnale di allarme

ora ho una idea precisa ma è tardi 

posso dire solo una cosa semplice

davano ritmo e poi colore

a tutto il resto 



Sunday, March 24, 2024

una infanzia serena


dividi la notte come si separa lo spazio

in un armadio stretto e condiviso

l’ultima l’hai passata per un paio di ripiani

in un locale pieno di tappeti


sei tornato a pensare al freddo

al dialetto alla noia

a quel mare verde che ti fissava

e non parlava mai

 

poi due persone hanno detto

al lato sano del tuo collo

sembri uno che ha avuto una infanzia serena

quell’osservazione si è innestata da qualche parte


tra i tuoi vasi e i battiti passati

hai passato la mattina seguente a chiederti cosa fosse una infanzia serena

davvero l’hai avuta? E, se sì, quali persone/quali eventi hanno concorso a costruirla?

forse hai dimenticato di ringraziare qualcuno?

 

ti vengono in mente un paio di persone che non possono più ascoltare

ma in definitiva è partita una indagine

degna di patrick modiano

perché ricordi così poco?


dettagli di un’infanzia che credevi marginali

tua nonna che ti insegna a leggere l’orologio

le partite di tennis di tuo padre  

tua madre che distrugge un vetro in retromarcia


ricordi più dolore e tempi morti 

che sopravvivono spontanei intorno al collo 

e invece come piante 

i bei ricordi vanno coltivati 


ti appare tutto così distante e indistinto

come se vivessi costantemente in funzione del presente 

come se l’amore fosse il fluido del tuo acquario

a cui non fai troppo caso


come se nessuno ti avesse insegnato a distanziare

le stagioni che hai vissuto

come se anche la serata di ieri

concorresse a dare valore alla tua infanzia

Thursday, March 7, 2024

nairobi / una stanza all'equatore

non uso un aggettivo

non voglio qualificarti, non voglio darti forma

non voglio darti forza.

Voglio che tu rimanga inespressa

una persona in potenza, una promessa fritta nel burro

una canzone di cui non si ricorda il ritornello.

Ho camminato nel buio

lungo le strade di Nairobi

che così tanto mi assomiglia 

inespressa - incompiuta - un continuo divenire

che non diviene mai,

una donna senza amici

seduta in una stanza all’equatore

con le dita dei piedi tra le mani

Friday, March 1, 2024

Il banco guest relations del Trademark hotel, Nairobi

ci stai bene seduto nella hall 

del Trademark hotel

a sud di miliardi di granelli di sabbia 

estraneo a chiunque ti viva intorno 


il talento per muoverti al buio 

lo allevi nei gesti 

dal dolore del parto all'ultimo respiro 

sul banco "guest relations" del trademark hotel 

oggi mi hanno detto per la prima volta

benvenuto nell'Africa subsahariana


esiste un sopra e un sotto 

quella distesa di mistero giallo 

così come c'è qualcosa a destra e a sinistra 

del nostro grumo rosa di mistero 


quanto sarebbe bello veder un uomo 

singhiozzare con la testa poggiata 

sul banco "guest relations" del trademark hotel 

vedere decine di estranei avvicinarsi

solo per sapere cos'è che non va 


tornare, 

in definitiva, 

a vedere dei simili aiutarsi 

sul banco "guest relations" del trademark hotel

Sunday, January 28, 2024

duodeno, digiuno, ileo

un cambio di emisfero una direzione opposta una deviazione
le tue mani rotte e generose
il mio intestino da cui parte ogni emozione 

non è colpa di nessuno se questo bel sole mi riporta 
soltanto a sentieri di dolore 
ed io sono l'insetto incastrato in quel nessuno

lascia che mi perda  
lungo le pieghe del mio colon
non venire a cercarmi non rompere il silenzio

la mia vita è come quella di tutti gli altri
un segreto gigantesco 
che non vogliamo raccontarci

si intreccia per chilometri 
ed io non ho più le parole 
per dargli consistenza

ma se non insisto con questi pietosi tentativi
piano piano la mia vita si deteriora
si sgrana stempera e scolora

e se svanisce del tutto 
poi a me cosa succede?
non lo so, mi spaventa la risposta

e se poi come muschio 
l'amore ci torna a crescer tra le tasche?
non mi avventuro in previsioni

vorrei darti la solita chiave di lettura incoraggiante
ma mi sento ancora incastrato in quel nessuno
rivedo il mio tempo, le principali regole che lo guidano 

e, caro donnie che ancora perseguiti i miei giorni,
non posso farci niente
continuo a trovarle orribili

Thursday, January 4, 2024

la prima notte nella nostra prima casa

finalmente inizio a percepire

qualcosa di più chiaro

di un frammento di una frase 

un pezzo d’orecchio in un campo incolto

e tutti i segni sul tuo viso hanno un nome

 

ricordi la prima notte nella nostra prima casa 

abbiamo deciso di creare un giaciglio nel balcone 

fatto di canne di bambù cuscini coperte

e un tetto di legno impermeabile

volevamo passare la notte lì


sentire il primo giorno arrivare 

attraverso il flusso umano per la strada

i camion le voci i clacson 

le preoccupazioni degli uomini mentre cercano di combinare qualcosa

che abbia un minimo di senso


siamo rimasti tutti questi anni 

comodi a dormire in quel balcone 

un carico di sudore lamenti risate in aerosol

pianti di amanti grida di tossici 

abbiamo assorbito 


in questi anni bisestili

mentre ci tenevamo stretti io, tu 

e quel libro di modiano

senza paure né progetti 

nel balcone della nostra prima casa 


Monday, December 18, 2023

le mani che non ho

vieni a trovarmi nel palazzo che non ho 

la compagna che non ho 

ti farà accomodare nel salotto che non ho

il tempo di finire la riunione che non ho 

per il lavoro che non ho 

nel frattempo gioca con il cane che non ho 

guarda le foto del passato che non ho 

e bevi un bicchiere del vino che non ho 

anzi dai raggiungimi nel giardino che non ho 

è così piacevole, lì fuori

ci sono tutte le persone che non ho 

a guidarmi lungo i sentieri che non ho

e forse arriveranno parole di pace discorsi non ostili

e mani e braccia in soccorso 

del me stesso che non sono

Thursday, December 14, 2023

un video di zapruder

per il cinema troisi


posso bruciare tutta la legna del bosco 

arrivare fino al mare 

chiedergli se gli va di bermi l'anima 


ma poi, se lo faccio,

con cosa accenderanno il fuoco

i miei compagni di pianeta?


e allora io riparo dentro il cinema troisi

perchè non riesco a togliermi dal sangue 

quel dolore di linguaggi che è l'infanzia


si deposita lì sul fondo dei miei occhi

a volte riemerge ovattato e devastante 

come l'esplosione del porto di beirut 


io penso che, escluso il nostro amore, 

tutto il resto per esistere debba essere racchiuso in un confine

un video di zapruder che ci aiuti a definire i nostri incubi 


e allora io riparo dentro il cinema troisi 

riporto il mio dolore in un perimetro  

e la mia penna è la tela che descrive il suo confine  




Friday, November 3, 2023

3/11

e se io potessi berti via

lungo il mio esofago farti scendere 

potrei anche morire 

per il troppo te 


posso chiudere gli occhi 

ma tutti i miei dubbi 

insieme al canto degli uccelli 

rimangono qui impressi come uno scontro 


ed io non so se sono l'orma 

dei miei giorni passati 

o un anticipo intonato 

senza presente nè futuro 

ignoranza

    v.   un pomeriggio di montagna traboccare l’uno dell’altro svelarsi la mappa dei propri punti deboli rendersi vulnerabili abband...