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Friday, August 3, 2018

Tutto


Tu dimentichi
Per te non è reale 
Sono i miei occhi
Ingrandiscono tutto
Più la realtà è impossibile
Più la cerco
Sono I miei occhi
Ingrandiscono tutto
Mi sporco le mani mi lego le dita
Questa estate sembra un lamento di capre 
Quello che per me è importante
Per te non è tangibile
Sono I miei occhi
Ingrandiscono tutto
E tu diment

Monday, July 30, 2018

Fiume


Vorresti urlarlo a tutto il Tevere
luglio è stato un precipitare /
hai gli ingranaggi inceppati /
da qualche tempo
sei la somma delle tue crepe /
il panorama è un costante intralcio
e la musica di una volta
non riesci più a proporla /
dici a te : mi arrenderò
a cinismo e scoramento /
il tuo petto si allunga e si accorcia
e la notte è il doppio dei tuoi giorni /

Eppure settembre sta per arrivare /
è stato inventato per ricominciare /
sei un fiume prosciugato
ma hai un concerto di alleati intorno /
una goccia alla volta
chiuderanno le tue crepe /
e un giorno saprai ritornare come Jordan
i tuoi argini fioriscono di nuova bellezza e animali strani
mi insegni a ballare il liscio /
ed io ti chiedo se ricordi ancora
quel periodo lungo e ignoto
come le sirene delle ambulanze /

Friday, July 27, 2018

Mattina presto / Suicidio


Sei uscito dalla grotta
è passato molto tempo dall'ultima volta
ti illudi sia cambiato lo scenario
sottovaluti le estranee
ne hai conosciute di magnifiche
prima che diventassero un bel nome
e lacerassero il tuo cuore
Sei rimasto sempre uguale
i poeti si uccidono ogni giorno
aprono porte sguarniscono organi
alle loro parole 
segue un letale umido silenzio
e ritornano a pensare alla tua grotta 
e a queste piazze 
incomplete e tristi


Thursday, July 12, 2018

zampe

Un tempo conoscevo tutte le tue note.
Quando il temporale si esaurisce
si attarda l’odore dell’acqua nell’aria.
Cosa è un amore finito
lo impari dopo anni di piogge e nevicate.
Ero fradicio di te
e non volevo progettare nulla
se mi prestavi i tuoi fiammiferi

Adesso ho dimenticato tutte le tue note
e il dolore l’ho sepolto con chilometri e parole.
Ma quando il temporale si esaurisce
dietro i muri l’amore rifiorisce
gli insetti tornano a passeggiare
sulle mie vertebre crepate
hanno zampe appuntite, passo incerto
e il giacchetto verde che indossavi sempre

Friday, July 6, 2018

Specchio

È stato sul finire di giugno
hai buttato via maschere dentiere protesi e vecchie donne
più che pensare ai panorami di ieri
hai rincorso quelli in fondo al ponte
riconosci il mendicante di quartiere
e ti senti a casa
Casa
questa parola infinita e senza tempo
può essere un libro un palazzo tuo padre
o Alessandro che si addormenta
è stato parlare con una sconosciuta
che conosce i tuoi linguaggi
e decifra i tuoi lamenti
e ti senti a casa
Casa
questa parola infinita e senza luogo
ti è rimasta solo quella
sul finire di questo giugno
che si arrampica su luglio
ma dimentichi decine di libri parole panorami
e quell'abbagliante specchio nell'ingresso



Sunday, June 3, 2018

intersezione

ti parla del vento dei Balcani
ti insegue sotto la giacca
nelle intersezioni dei discorsi degli altri
è un grumo di passato
che inspiegabile prosegue
hai tante domeniche ancora da recuperare

ti parla delle serate alle finestre
ti raccoglie dal fondo dei vasi
dalle intersezioni dei discorsi degli altri
è un silenzio così denso
che inspiegabile prosegue
hai tanti giorni ancora per iniziare

ti ricorda di bere sumo di mirtillo
ti coltiva sul palmo delle mani
sulle intersezioni dei discorsi degli altri
è una patologia di rami secchi e vasi bianchi
che inspiegabile prosegue
hai tanti silenzi ancora da spezzare

Wednesday, May 9, 2018

pareti

Ho freddo di te
mi sono tuffato in un lago
colmo di rame e sequestri andati male
e sei ricomparsa un nove maggio
se imparo a suonare il piano
poi devo ingoiare tutti i tasti
e mi spengo all'improvviso un nove maggio

Ho freddo di me
sono caduto in un lago
colmo di coltelli e vetri piccoli
e hai chiuso alcune porte ma non ci sono le pareti
se imparo a scrivere a macchina
poi devo masticare tutta la carta
e mi spengo all'improvviso un nove maggio

Friday, April 6, 2018

non

non posso
forse sei come il vento del montenegro
non bussi
mai prima di entrare
quando giri lontano
avverto il calore delle persone stupide
soffi dietro la spalla
e ritorno un elefante dorato
domani ti farei diventare
il paese che non sei mai stato
forse la mia India
disordinata e piena
ma io sono un pianoforte viola
che nessuno sa suonare
mi impolvero di neon
le note sono tutte sul pavimento
e tu non resisti
e allunghi le dita
e ti bruci le mani

Sunday, March 18, 2018

un gioco

l'abbiamo fatto l'altra notte
urlo nome di donna per le strade
fradicio d'acqua e impazienza
chiedo di lei a passanti alberi palazzi

si trattava solo di unire
una persona A con una persona B
si potevano usare i miei polmoni
e niente telefoni o corde invisibili

poi all'alba o poco prima
l'ho vista tornare da me
ha fermato l'inverno con le mani
e piazza oberdan era una cornice dorata

quando le ho chiesto
perché ci accade sempre questo
lei ha detto solamente
perché siamo noi

il giorno dopo
tra le lenzuola riposano docili
miliardi di suoi minimi frammenti
che tenace inseguo ancora oggi

nel comodino più lontano
c'è ancora il suo bicchiere d'acqua
appare così stasera
irraggiungibile e bello

Thursday, March 15, 2018

le tue vocali e consonanti

a un certo punto della corsa
avevamo già perso qualcosa.
Lo abbiamo smarrito tra i lunedì dei morti e gli archi medievali.
è stato come se avessimo perso il grip.
Ho un fratello poggiato nella terra
ma non ricordo il suo volto.
Non so come avrebbe affrontato il problema A
o come avrebbe festeggiato la promozione B.
Non conosco nessuno meno di lui
eppure porto il suo nome
con l'imbarazzo del ladro
e ogni sera mi perdo con lui
tra i venerdì dei morti e gli archi medievali.
Questo sole di pomeriggio tardi
ci rallegra un attimo
poi ritornano le tue vocali e consonanti
invisibili e pesantissime
e le tasche si svuotano
la direzione si perde


Saturday, March 10, 2018

occhi

Quella mattina non riuscivo ad aprirli
come se tu ci fossi seduta sopra
ma ero solo come un tunnel
avevo paura di alzarmi dal letto
e il corridoio era il mio ponte oscillante
non capivo cosa ci fosse di così pericoloso
tra le mie acque piatte

è arrivata la sera
ho vissuto con immotivata rabbia e frustrazione
e pianto per motivi che non capivo
mi sono tornate in mente le tue lettere cubitali
la panchina di un gargano verde stinto
la foto di donna che ti mostravo
ho sentito infrangersi tutte le mie porte

e sono di nuovo lì
nella stessa mattina di quattro anni prima
non riesco ad aprire gli occhi
come se tu ci fossi seduta sopra
ma sono solo come un tunnel
ho paura di alzarmi dal letto
e il corridoio è il mio ponte che oscilla

volevo parlarti di piero e vittoria / infezione

un film degli anni sessanta alain delon si chiamava piero monica vitti? vittoria c’erano le albe già i tramonti c’era mio padre in c...