Voleranno, sì.
Voleranno aquiloni con carlinghe di pelle umana.
Dalle stive getteranno nel vuoto fiumi di desaparecidos.
Silenziosi li guarderanno schiantarsi
e dalla spiaggia trascinare i loro messaggi di sangue e muco democratico.
Saremo circondati da persone che vogliono fare gli ambasciatori dei loro microscopici paesi
li vedremo rubare portafogli ai vecchi nelle metro
e intanto tenaci i cavalli mangeranno le loro carcasse
mentre tu ancora sarai lì,
giovane inerme ragazzino del paese che desidera fare politica.
Ti mangeranno i reni e il fegato e ti incolperanno per questo e altro ancora.
L’ossigeno che inspiri nasconde lamette da barba nei calzini.
I tuoi abiti da bravo ragazzo non traspirano il sudore che produci.
E allora sentiranno il tuo odore nauseabondo e torneranno a prenderti.
Ti prenderanno, sì.
Ti caricheranno su aquiloni con carlinghe di pelle umana.
Dalle stive ti getteranno nel vuoto
mescolato ai soliti fiumi di desaparecidos.
Silenziosi ti guarderanno combattere e perdere contro il cielo
e dalla spiaggia trascinare il tuo ultimo comizio di sangue e muco.
Reading List
Friday, September 5, 2014
Saturday, August 2, 2014
i catechisti
Ecco la mia disperazione
la disperazione di aver paura di parlare della propria disperazione
per non turbare la mamma
o non sembrare sembrare sembrare ho dimenticato cosa
ma ora che gli argini si sono rotti
sciolgo le braccia cadono i guinzagli
ecco la mia disperazione
posso consegnarla ai semafori che lampeggiano
e ai cani rotti del canile
capiscimi nel tuo abbraccio di acqua e terra
non dimenticarti che voglio dimenticare
persino te se necessario
ecco la mia disperazione
andare in corto per le giornate troppo lunghe
meglio dimenticarsi di non dimenticare
tutto andrà per il meglio ci hanno detto i catechisti
ho paura del buio
da quando mi ricordo le cose
Tuesday, July 22, 2014
Prima e dopo Lecce
Calpestando i viali di Istanbul
languidi gli spari risuonavano come echi di gabbiani
A Baltimora le negre commoventi cercavano le figlie
in cima ai pali della luce
ed io ancora non avevo visto Lecce
Domani a Cracovia l’autunno d’oro
resterà pur sempre una banale declinazione dell’autunno
mentre Belfast sarà forse sparita
con il suo carico di autobombe e bambini giganti
Ma almeno avrò visto Lecce
le statue in bilico come la nostra relazione
e le piazze, ci credi,
le piazze più arroganti e belle di te
A volte sinistri boati tornano a echeggiare
nelle assurde pieghe del mio cervello
fino a ieri mi chiedevo cosa stesse accadendo
adesso che ho visto Lecce tutto è più chiaro
bastava abbassare la testae guardare più a sud
Wednesday, July 16, 2014
Come Frank Morris
Ieri mattina presto
Un sole freddo e il grat grat degli spazzini nell’aria.
I tuoi singhiozzi echeggiano pallidi in casa
mentre alla finestra io riannodo la cravatta
e faccio finta di niente.
La mia divisa sociale era quasi pronta
eppure tu dicevi che potevo essere libero.
Libero di liberarmi di noi,
noi giovani testimoni di un periodo di rassegnata dipendenza.
Libero di svuotare le nostre carceri
e non credevo sarebbe mai accaduto.
I tuoi singhiozzi ancora a echeggiare sghembi
mentre aprivo esitante la finestra
la sentivo la paura
uscire fuori come frank morris
senza volerlo mi hai reso felice
come i prigionieri evasi
senza volerlo mi hai reso libero
come un fulmine d’agosto
Un sole freddo e il grat grat degli spazzini nell’aria.
I tuoi singhiozzi echeggiano pallidi in casa
mentre alla finestra io riannodo la cravatta
e faccio finta di niente.
La mia divisa sociale era quasi pronta
eppure tu dicevi che potevo essere libero.
Libero di liberarmi di noi,
noi giovani testimoni di un periodo di rassegnata dipendenza.
Libero di svuotare le nostre carceri
e non credevo sarebbe mai accaduto.
I tuoi singhiozzi ancora a echeggiare sghembi
mentre aprivo esitante la finestra
la sentivo la paura
uscire fuori come frank morris
senza volerlo mi hai reso felice
come i prigionieri evasi
senza volerlo mi hai reso libero
come un fulmine d’agosto
Thursday, June 26, 2014
Fuori dalla Stazione Centrale
fuori dalla Stazione Centrale
randagi e consiglieri comunali imperversano costanti
mentre tu dialoghi amabilmente con gli investitori stranieri
ed io tento di digerire la nostra ultima cena
un uomo grida al telefono una barzelletta sconcia
ed io penso alla dignità dei cani mentre muoiono
a quanto anche a me occorra qualcosa
un luogo più breve di un haiku
che mi renda libero di andar via per sempre
con le solite due domande irrisolte
come si impara ad esser dignitosi come i cani morenti
e soprattutto
mia cara
come facevi a cucinare così male
randagi e consiglieri comunali imperversano costanti
mentre tu dialoghi amabilmente con gli investitori stranieri
ed io tento di digerire la nostra ultima cena
un uomo grida al telefono una barzelletta sconcia
ed io penso alla dignità dei cani mentre muoiono
a quanto anche a me occorra qualcosa
un luogo più breve di un haiku
che mi renda libero di andar via per sempre
con le solite due domande irrisolte
come si impara ad esser dignitosi come i cani morenti
e soprattutto
mia cara
come facevi a cucinare così male
Friday, May 16, 2014
Enola Gay
Strisciando sui marciapiedi
sulle pietre di un luogo che definivo
casa
come fossero le prime due sillabe dell’universo
mai visto nuvole correre così veloci
corridoi stretti silos di mucillagine madonne che confezionan’ostie ripiene.
E’ un periodo che dove ci sono pietre vedo solamente pietre
e i luoghi,
i luoghi li amo solo per i loro oscuri riflessi.
A volte Maria apre una finestra dall’altra parte della strada
ed io dentro ci rivedo te e tutte le cose che abbiamo fatto insieme
mi rallegro un attimo
ma in questo periodo un riflesso è soltanto un riflesso
lurido sinonimo di scientifica sinapsi
tutto quello che mi resta da fare
è abbassare la testa tornando a strisciare
sulle pietre di un luogo che definivo
casa
come fossero le prime due sillabe dell’universo
mai visto nuvole correre così veloci
corridoi stretti silos di mucillagine madonne che confezionan’ostie ripiene.
E’ un periodo che dove ci sono pietre vedo solamente pietre
e i luoghi,
i luoghi li amo solo per i loro oscuri riflessi.
A volte Maria apre una finestra dall’altra parte della strada
ed io dentro ci rivedo te e tutte le cose che abbiamo fatto insieme
mi rallegro un attimo
ma in questo periodo un riflesso è soltanto un riflesso
lurido sinonimo di scientifica sinapsi
tutto quello che mi resta da fare
è abbassare la testa tornando a strisciare
Tuesday, April 8, 2014
I dinosauri
questi anni di felice apprendistato
fatti di giardini e opache litoranee
simpatico io a crederli perenni come le nonne
adesso li vedo esaurirsi, questi giorni romani
estinti di colpo come i dinosauri
il giorno dopo averti visto
e tutta quella polvere me la sento dentro
tossisco e sputo fuori gli ultimi demoni di Piramide
se fossi un fenicottero andrei a cerignola a leccarmi le ferite
ma non mi interessa più
ti chiedo una bella cortesia
non dirmi dove vai
lascia solo che ti segua
Thursday, March 27, 2014
Elenco Numero Due
Il mio cronico deficit visivo.
L’influenza che questo aveva sui miei movimenti.
I pomeriggi di sole saturi di scarti industriali che pigri si posavano sulle mie lenti.
Gli ingegneri che si sforzavano di capire tutto
anche quello che non si può.
L’amore per Roma
lo sporco che si infila nelle sue strade.
Tu per me eri quella sporcizia.
L’odore del fuhrer sui fori imperiali,
il tuo cronico deficit visivo,
l’influenza che questo aveva sui miei sentimenti.
L’influenza che questo aveva sui miei movimenti.
I pomeriggi di sole saturi di scarti industriali che pigri si posavano sulle mie lenti.
Gli ingegneri che si sforzavano di capire tutto
anche quello che non si può.
L’amore per Roma
lo sporco che si infila nelle sue strade.
Tu per me eri quella sporcizia.
L’odore del fuhrer sui fori imperiali,
il tuo cronico deficit visivo,
l’influenza che questo aveva sui miei sentimenti.
Saturday, March 8, 2014
Elenco numero uno
Il Gargano.
Le foreste nere come i kenioti.
Le generazioni di ragazzi in caserma a non fare niente.
Le magnifiche spiagge con il divieto di balneazione.
Le pietre cadenti sulle suddette spiagge.
I temporali.
Gli ombrelloni sradicati dai temporali che corrono paralleli alla linea del mare.
La tua sparizione.
La tua sparizione che corre nella direzione opposta agli ombrelloni ed io non so chi inseguire.
La malinconia di tale bivio.
Il conseguente desiderio di imparare la chitarra.
L’avere di fronte Podgorica e Dubrovnik.
La fine di una stagione e l’inizio di un’altra.
La notte a fare da intermezzo, sul Gargano come nel resto del mondo.
La notte, che mi fa pensare alle case di riposo, dove i vecchi sono le stelle morte che vediamo dalle spiagge.
La notte.
La nott.E
La not.Te
La no.Tte
La n.Otte
La .Notte
La sua opprimente privacy.
Le foreste nere come i kenioti.
Le generazioni di ragazzi in caserma a non fare niente.
Le magnifiche spiagge con il divieto di balneazione.
Le pietre cadenti sulle suddette spiagge.
I temporali.
Gli ombrelloni sradicati dai temporali che corrono paralleli alla linea del mare.
La tua sparizione.
La tua sparizione che corre nella direzione opposta agli ombrelloni ed io non so chi inseguire.
La malinconia di tale bivio.
Il conseguente desiderio di imparare la chitarra.
L’avere di fronte Podgorica e Dubrovnik.
La fine di una stagione e l’inizio di un’altra.
La notte a fare da intermezzo, sul Gargano come nel resto del mondo.
La notte, che mi fa pensare alle case di riposo, dove i vecchi sono le stelle morte che vediamo dalle spiagge.
La notte.
La nott.E
La not.Te
La no.Tte
La n.Otte
La .Notte
La sua opprimente privacy.
Monday, March 3, 2014
tra un po' non ci vedrò più
Più che il mare io amo gli scogli.
Li vedo più simili a me
di questa indistinta massa umida
patria di granchi bottiglie e migranti etiopi.
E’ un periodo che dentro sono secco.
Appuntito.
Argilloso.
Roma è fallita
ma milioni di persone ancora ci vagano dentro
lucidi pesci rossi schiavi di trenini e targhe alterne
ed io lo amo questo muoversi senza motivo,
questo patetico zoo di semafori e chiese
ogni volta che lo lascio mi si offusca la vista
tra un po’ non ci vedrò più, mia stella,
poco importa
conosco a memoria quelle strade
Li vedo più simili a me
di questa indistinta massa umida
patria di granchi bottiglie e migranti etiopi.
E’ un periodo che dentro sono secco.
Appuntito.
Argilloso.
Roma è fallita
ma milioni di persone ancora ci vagano dentro
lucidi pesci rossi schiavi di trenini e targhe alterne
ed io lo amo questo muoversi senza motivo,
questo patetico zoo di semafori e chiese
ogni volta che lo lascio mi si offusca la vista
tra un po’ non ci vedrò più, mia stella,
poco importa
conosco a memoria quelle strade
Saturday, February 15, 2014
Un sincero grazie
ho passato milioni di secondi
in preda a grandi fortunate amicizie
e intese silenziose come lumache notturne
ne conosco di ammiratori e sinceri compagni di viaggio
ma quello che ricordo con più affetto
sono i momenti di crisi
frane smottamenti funghi atomici e luride slavine
sempre magnifici scorci mi aprono dentro
e, quando ne esco, sono diventato un uomo migliore.
per questo motivo e forse altro
- ignari carnefici delle mie giornate
simpatici roditori della mia anima -
un sincero grazie a tutti voi
senza volerlo mi avete aggiunto un intero universo
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ignoranza
v. un pomeriggio di montagna traboccare l’uno dell’altro svelarsi la mappa dei propri punti deboli rendersi vulnerabili abband...