Reading List

Monday, September 16, 2024

crepe

ricopio le emozioni di tre continenti

sulle mie pareti interne 

trascrivo i battiti irregolari che imprimi 

sul tessuto vivo dei miei giorni  

da quando ti conosco mi sono ricordato 

di molte cose che non amavo più

erano addormentate lì,

tra i capillari e le sinapsi 

nelle pause tra un pensiero e un altro

fuori dalla fermata Dunakeszi gyártelep


in via dei reti 54

c'erano due letti singoli attaccati malamente

erano goffi e scomodissimi 

(che darei per dormirci questa notte) 

ma lo vedi quanto è grande 

questa serie di vicende 

che da un piccolo divano 

ci ha portato così lontano

e sulle crepe della vita

dipingiamo il nostro grande quadro 






Sunday, September 15, 2024

what if / tavolo di legno

What if I'd never written the letter
I slipped in the sleeve of the record I gave you?
What if I'd stayed on the C train to Lafayette?
What if we'd never met?
What if I'd only just done what you told me and never looked back?
What if I'd only ducked away down the hallway and faded to black?
(https://www.youtube.com/watch?v=NYeX551dfiY) 


una tavola imbandita da mesi 

ci sediamo ogni giorno e non vogliamo smettere

quello che non riusciamo a mangiare lo portiamo via 

lo poggiamo sul tavolo di legno

della casa che avremo

e domani? Domani sarà più buono di oggi! 

e con quello che non posso darti in questi giorni

faccio la stessa cosa, szerelmem

porto tutto via 

nelle mie tasche grandissime 

e quando ti ritrovo le svuoto tutte

sul tavolo di legno dei tuoi genitori

che sorpresa! esclamano le tende i libri i gioielli 

le foglie degli alberi che spiano dalla finestra

i frutti poggiati sul davanzale

non si è mai visto così tanto amore 

su un tavolo di legno  

pic no.1

 


Tuesday, September 10, 2024

la tua scrittura

seduti tremolanti

sulla stessa pagina dello stesso libro

mano nella mano equilibrio precario 

occhi gonfi cuore ipertrofico 

l'amore come profezia che si autoavvera

pare io sia l'unico a comprendere la tua scrittura

il treno che mi portava lontano da te si è fermato

e se ti dico che allora io scompaio

che mi perdo tra le foglie degli alberi

tra le sedute del cinema Muvesz

così nessuno può trovarmi

che mi nascondo senza penna

negli intervalli dei discorsi degli altri

negli sguardi delle altre donne che nemmeno guardo 

vocale divertita in foresta di consonanti estranee

se io ti aspetto lì 

potrebbero cercarmi in molti 

ma io so che tu 

saresti l'unica a trovarmi


Monday, August 19, 2024

notte di pioggia a roma

deve essere passato molto tempo

nemmeno ricordavo l'ultima notte di pioggia a roma 

all'inizio a me sembrava un peso sullo stomaco 

un mondo intero che piange a metà agosto 

poi ho visto le piante gioire di quel pianto 

le foglie vibrare

la terra in qualche modo reagire e ribollire

ho pensato che potesse fare del bene anche a me

sono rimasto sotto la pioggia 

per un tempo che deve essere stato molto lungo

solo le prime luci dell'alba hanno riportato il mio presente

 - una scatola piena di passato e futuro - 

le piante erano fradicie e sinceramente allegre

sono stato così felice per loro! 

le ho salutate una ad una 

ho preso la mia bicicletta 

e sono andato al lavoro 

il vento mi avrebbe asciugato lungo la strada.

Sunday, August 18, 2024

tempesta

E cos'è questa nuova forma di amore 

L'unica che conosco 


L'unica che mi comprende come uomo 


Racconto alle pareti di casa 

Ogni tuo movimento delle guance 


Abbiamo un campo da gioco molto grande ma non ci perdiamo 


A me sembra di essere un senza patria 

Quando non sento la tua mano sulla mia 


Ma la sento arrivare ogni mattino 


Andiamo a prendere un gelato 

Poi mi dai un bacio sulla fronte 


Andrà via questa pressione insostenibile e saremo ancora qui /


è una tempesta in lontananza 

fatta di fulmini e silenzio 


Non riusciamo a smettere di guardarla 

Saturday, August 17, 2024

una puntura di ape

una puntura di ape  

mi fa entrare qualcosa nelle arterie 

è un linguaggio ignoto 

che tronca gli arti e allunga la notte 

a discapito del giorno

c’è ancora qualcuno che crede al giorno? 

vorrei poter parlare 

a tutte le ore che ho passato senza te 


ma tu eri a un millimetro da me 

mi spalmi una pomata

(o forse era una crema? devo essere preciso con te)

e una guerra si ferma in est Europa 

nella tua lingua le città si scrivono con la minuscola 

nella mia non c’è molta punteggiatura

ma un misto di dolore e passione

in questo periodo intermittente colmo d'amore e di paura


se io ti do il mio pomeriggio

tu poi lo rendi giorno 

è uno scambio intermittente 

perchè io so di darti qualcosa in cambio

che sia un bicchiere di frutta fresca od ogni goccia del mio sangue  

per me non cambia niente 

è un periodo duro e oscuro ma è il nostro primo 

non lo dimenticheremo mai

Monday, August 5, 2024

mani

 

al fine di una migliore comprensione

si cerca di fissare lo scenario:

è la fine del primo quarto del nostro secondo secolo

e passeggiamo per le città di questo mondo

 

ci sono mani di persone che tagliano il pane,

il pesce, la verdura

in una sala congressi canadese 

o in una kocsma ungherese 

 

sono mani di persone che si crepano e si bruciano 

versano i soldi alle famiglie in Bangladesh 

e tornano qualche ora sotto le coperte

prima di ricominciare


ci sono mani che ricevono quel cibo 

ma sono un po' distratte

si cercano tutto il tempo sotto il tavolo

non vogliono altro 


sono mani di persone che non vorrebbero separarsi

che si tengono al buio di un cinema

come se, staccandosi, poi anche la corrente

spegnesse la città e la loro festa

 

sono mani che si allungano per raggiungersi tra loro

tagliano pane, pesce, verdura solo le une per le altre

hanno più fortuna e meno calli

di tante altre povere mani

 

sono mani che non sanno nulla

di questo secolo e dell’altro

se non quel linguaggio di tremore, abbandono e leggerezza

che fa nascere bambini e statue in bronzo


sono mani intrecciate

che hanno un'ottima memoria

e ogni notte riducono di un centimetro 

lo spazio che le separa 

 



Friday, August 2, 2024

congegno

per orsolya


hai le mani lisce

come se il vento

(o le parole della gente)

le avessero lavorate a lungo

il risultato è una superficie calda

limpida e senza increspature

un congegno che congela il male tutto intorno

riscalda il nostro involucro

e ci mantiene idratati

 

a volte le usi per accarezzarmi

è come un’onda gentile

che travolge e ripaga tutto

ogni pomeriggio solitario ogni illusione di futuro

sembrava tutto ancora incerto e vuoto

poi sono arrivate le tue mani

quel tremore ai polsi

il senso di una notte

che ha dato forma e senso ai nostri organi

 

la lingua in cui mi parli

ha corso su corridoi infiniti

ero diverso prima di conoscerla

seduto alla tua tavola

colma di parole gentili e sguardi curiosi

ho mangiato una zuppa con i cavolfiori

(stavo quasi per versarla sul tavolo!)

come le tue mani come quella casa come quei volti

era colma d’amore

 

siamo stati nel tuo giardino

in un cinema in mezzo ai boschi in riva al mare

a cercare una lingua adatta

a dire quello che volevamo dirci

una lingua senza sillabe e

fatta di piante e foglie misteriose

che, se le lanci in aria

vorticano folli e non vanno giù

trovano un percorso allungano la traiettoria

 

che congegni misteriosi,

mi viene da dire,

queste foglie

che si arrampicano in aria

questo amore

che copre e alimenta tutto

e una strada trova sempre

questa necessità di mangiare insieme

la vita che è passata e quella che verrà

Friday, July 19, 2024

contorno

per O.


il contorno che esonda 

sfonda le barriere 

invade il centro 

diventa esso stesso centro 


è leggero è denso 

è pieno di batteri

si deposita sul nero e diventa nero 

fino a farsi bianco 


arrivò quando il sole era calato da un pezzo 

il libro aperto sul viso spento 

scelse una virgola del terzo capitolo 

e si arrese al sonno


ebbe un sussulto 

una sinapsi di un istante 

una palpebra pulsante 

il necessario per rivoluzionare tutto 


incontrò un'anima in un luogo 

una combinazione di occhi naso labbra guance 

un piccolo divano in cui sedersi 

con ginocchia e cuori stretti


capì che la vita prolifera 

in quel tre per cento di passione 

nel restante novantasette 

intermezzi attese e desideri 


è lì intorno che si esprime 

in quel tre per cento che esonda 

sfonda le barriere invade il centro 

diventa esso stesso centro

ignoranza

    v.   un pomeriggio di montagna traboccare l’uno dell’altro svelarsi la mappa dei propri punti deboli rendersi vulnerabili abband...