Come ho reagito a questo blitzkrieg
vuoi scoprirlo a tarda notte, eh
ho fatto quello che so far meglio
raccoglier le mie cose e tornare in movimento
questa volta ho scelto un recinto
più ampio e ameno
di tutte le mie fughe precedenti
A lui non servono riflettori e grandi spostamenti
posa fiori sulle tombe senza visite
mentre io ancora torno a quattro anni fa
quando pedinavo scrittori ebrei
e infelici scogliere
lui invece insiste col suo incedere
a cancellare solitudini e polveri sottili
Quando ritorno mi ripete sempre
"Non vado più forte"
dice di essere un pianoforte con una zampa nel vuoto
ma io fatico a stare al suo passo
perdo il conto delle storie che racconta
e ti dirò, Donnie,
a me sembra ancora veloce come un tempo
Reading List
Thursday, November 16, 2017
Sunday, October 29, 2017
lontano nel tempo
Come sembri lontana nel tempo
Ferrara gli anni 70 tu che vivevi con tua sorella
fare la spesa preparare la cena
e cantare ogni sera la canzone del Gargano
prima di spegnere la luce
Esiste forse cosa più degna e nobile
di vivere lontano con la propria sorella?
Sono fatte per questo, le sorelle.
Ho paura di come reagirò
Quando uomini e città avranno riempito i miei corridoi
Nel frattempo ho trovato una cartolina di Massimo
ti salutava dalla Sicilia al tramonto
e ancora adesso, a volte, ripensi a lui
che non ha più indirizzi né respiri
e a tutti i numerosi dispersi
del nostro presente imperfetto
Sei tornata a casa l’altro anno.
Ti avevano detto che Margareth era ancora lì,
a vivere di stenti per le strade di Ferrara.
Quando l’hai incontrata non ricordava come allacciarsi le scarpe
ma la vostra giovinezza
quella l’aveva tutta in tasca
e mandava a memoria la canzone del Gargano
che cantavi ogni sera con tua sorella
Prima di dormire chiedo al buio cosa ne sarà dei miei ricordi
e delle dimenticanze
e ripenso a Margareth con i lacci sciolti sotto gli archi di Ferrara
dove il presente non esiste
esiste solo il passato
Massimo che aveva ancora indirizzo e battito cardiaco
Tu, tua sorella e quella canzone del Gargano
che cantavate sempre prima che io nascessi
per Margareth
Ferrara gli anni 70 tu che vivevi con tua sorella
fare la spesa preparare la cena
e cantare ogni sera la canzone del Gargano
prima di spegnere la luce
Esiste forse cosa più degna e nobile
di vivere lontano con la propria sorella?
Sono fatte per questo, le sorelle.
Ho paura di come reagirò
Quando uomini e città avranno riempito i miei corridoi
Nel frattempo ho trovato una cartolina di Massimo
ti salutava dalla Sicilia al tramonto
e ancora adesso, a volte, ripensi a lui
che non ha più indirizzi né respiri
e a tutti i numerosi dispersi
del nostro presente imperfetto
Sei tornata a casa l’altro anno.
Ti avevano detto che Margareth era ancora lì,
a vivere di stenti per le strade di Ferrara.
Quando l’hai incontrata non ricordava come allacciarsi le scarpe
ma la vostra giovinezza
quella l’aveva tutta in tasca
e mandava a memoria la canzone del Gargano
che cantavi ogni sera con tua sorella
Prima di dormire chiedo al buio cosa ne sarà dei miei ricordi
e delle dimenticanze
e ripenso a Margareth con i lacci sciolti sotto gli archi di Ferrara
dove il presente non esiste
esiste solo il passato
Massimo che aveva ancora indirizzo e battito cardiaco
Tu, tua sorella e quella canzone del Gargano
che cantavate sempre prima che io nascessi
per Margareth
Wednesday, September 27, 2017
settembre parte IV
La gente a trent'anni va a fare la pulizia dei denti.
Crede che poi quella patina di sporco e coscienza rotta
sarà andata via sul serio
niente più germi a popolare le bocche storte
ed ogni cattiveria e malpensiero
caduti in fondo al lavandino bianco.
Quanto vorrei credere alle stesse placide leggende
ai colluttori agli amori lunghi e felici come un ridicolo musical
é che ci sono troppi intervalli lunghi in cui ti perdo
ma che importa dove siamo
ha tutto un altro gusto
fuggire a occhi chiusi per i campi
Crede che poi quella patina di sporco e coscienza rotta
sarà andata via sul serio
niente più germi a popolare le bocche storte
ed ogni cattiveria e malpensiero
caduti in fondo al lavandino bianco.
Quanto vorrei credere alle stesse placide leggende
ai colluttori agli amori lunghi e felici come un ridicolo musical
é che ci sono troppi intervalli lunghi in cui ti perdo
ma che importa dove siamo
ha tutto un altro gusto
fuggire a occhi chiusi per i campi
Tuesday, September 12, 2017
settembre, parte III
nella sala comune della casa dello studente
più pulita che conosca
serena una bambina lucida i tavoli
mentre io,
io ritorno a sentire freddo.
un attimo prima sembrava tutto rotto
fiori morti luci spente fiammiferi bagnati
un attimo dopo qualcosa ricomincia a muoversi
i tuoi passi nella stanza lontana trecento chilometri.
i miei organi non hanno nessun apparente difetto
ma adesso mi muovo al buio
confondo incroci e scrivanie
e ogni sera inciampo in corridoi bassi e stretti.
potrebbe essere la stanchezza
sento che mi dice l'intestino
ho paura sia finito laggiù
tutto il mio cervello
"dovrebbe essere l'amore"
sento che mi dice la bambina
quell'adorabile rincorsa tra ciechi
che ogni volta ci appassiona e annichilisce
più pulita che conosca
serena una bambina lucida i tavoli
mentre io,
io ritorno a sentire freddo.
un attimo prima sembrava tutto rotto
fiori morti luci spente fiammiferi bagnati
un attimo dopo qualcosa ricomincia a muoversi
i tuoi passi nella stanza lontana trecento chilometri.
i miei organi non hanno nessun apparente difetto
ma adesso mi muovo al buio
confondo incroci e scrivanie
e ogni sera inciampo in corridoi bassi e stretti.
potrebbe essere la stanchezza
sento che mi dice l'intestino
ho paura sia finito laggiù
tutto il mio cervello
"dovrebbe essere l'amore"
sento che mi dice la bambina
quell'adorabile rincorsa tra ciechi
che ogni volta ci appassiona e annichilisce
Sunday, September 10, 2017
settembre, parte II
il mese prima di settembre
sembrava non finire mai
un'omelia senza fine con tu dietro la porta ad aspettarmi
cambiavi aspetto ogni giorno
ma ti riconoscevo sempre
per via dei tuoi silenzi
nell'attesa ho percorso un paio di continenti
mi sono perso tra gli alberi e i semafori
e, quando non ci speravo più,
l'odore di settembre ha ripreso a scuotere i cipressi
le città hanno smesso di essere giungle
e abbiamo ripreso a respirare
sembrava non finire mai
un'omelia senza fine con tu dietro la porta ad aspettarmi
cambiavi aspetto ogni giorno
ma ti riconoscevo sempre
per via dei tuoi silenzi
nell'attesa ho percorso un paio di continenti
mi sono perso tra gli alberi e i semafori
e, quando non ci speravo più,
l'odore di settembre ha ripreso a scuotere i cipressi
le città hanno smesso di essere giungle
e abbiamo ripreso a respirare
Friday, September 8, 2017
settembre, parte I
Cosa è stato per me
e l'universo circostante
sentirsi deboli a settembre.
Un cubano che sapeva amare
cerca la figlia perduta da tempo
in fondo al bicchiere di vetro.
Il tabaccaio del centro
mi abbandona con i miei limiti a centro strada
perché ha sentito la fine dell'estate.
Forse ho sognato gabbie di uccelli, teste di statue
e milioni di inglesi che mi dicevano severi
"torneranno periodi lunghi e ignoti come sirene di ambulanze."
Io non ci penso e prendo a percorrere infiniti corridoi
non patisco vuoti d'aria e cambi d'abito
quando sei con me
e l'universo circostante
sentirsi deboli a settembre.
Un cubano che sapeva amare
cerca la figlia perduta da tempo
in fondo al bicchiere di vetro.
Il tabaccaio del centro
mi abbandona con i miei limiti a centro strada
perché ha sentito la fine dell'estate.
Forse ho sognato gabbie di uccelli, teste di statue
e milioni di inglesi che mi dicevano severi
"torneranno periodi lunghi e ignoti come sirene di ambulanze."
Io non ci penso e prendo a percorrere infiniti corridoi
non patisco vuoti d'aria e cambi d'abito
quando sei con me
Thursday, August 17, 2017
Mosca/1
si è nascosto per cent'anni
in un oscuro precipizio a Mosca centro
e si trova ancora lì
ad elaborare ingenue contromosse
sadico avevo pensato di svelargli
la nera piega degli eventi
ma i saggi locali continuavano a dirmi
sii onesto davanti a lenin
raccontagli una storia piccola ma vera
che parli di quel che accade in superficie
lontano da fucili e drappi rossi
vicino agli eterni monumenti e corsi d'acqua
e ho finito per parlargli di quella sera
quando all'improvviso
mi hai respirato tra le mani
in un oscuro precipizio a Mosca centro
e si trova ancora lì
ad elaborare ingenue contromosse
sadico avevo pensato di svelargli
la nera piega degli eventi
ma i saggi locali continuavano a dirmi
sii onesto davanti a lenin
raccontagli una storia piccola ma vera
che parli di quel che accade in superficie
lontano da fucili e drappi rossi
vicino agli eterni monumenti e corsi d'acqua
e ho finito per parlargli di quella sera
quando all'improvviso
mi hai respirato tra le mani
Thursday, August 3, 2017
presente
Non lo ricordi, vero
Era un pomeriggio intermedio in un quartiere intermedio di una città intermedia
né troppo grande né troppo piccola
non sapevamo se girare a destra o a sinistra
qualsiasi passo poteva sembrare un errore
o forse un deliberato autolesionismo
ma non lo ricordi, vero
sei diventata immobile come il blu oltremare
vivi per il presente
che anche stasera non esiste
dimentichi dimentichi ed io mi affloscio
come un’onda di notte
Era un pomeriggio intermedio in un quartiere intermedio di una città intermedia
né troppo grande né troppo piccola
non sapevamo se girare a destra o a sinistra
qualsiasi passo poteva sembrare un errore
o forse un deliberato autolesionismo
ma non lo ricordi, vero
sei diventata immobile come il blu oltremare
vivi per il presente
che anche stasera non esiste
dimentichi dimentichi ed io mi affloscio
come un’onda di notte
Sunday, July 30, 2017
/
Tu sei l’intervallo di secondi
tra la fine della notte
e l’inizio del giorno
anche se evapori presto
rendi la mia notte
il mio giorno,
e,
il mio giorno,
la mia unica lunga notte.
tra la fine della notte
e l’inizio del giorno
anche se evapori presto
rendi la mia notte
il mio giorno,
e,
il mio giorno,
la mia unica lunga notte.
Tuesday, June 20, 2017
pavimento
lontani da ogni strada tracciata
l’unica scuola che ci ha cresciuto
è stata il freddo
isolata e inospitale
una cattedrale pericolante
ti avrei spedito tutti gli organi
in ogni casella postale
ma non entravano mai nelle fessure
quando il giorno lo supplicava
tu mi portavi al riparo
da coccodrilli e ferrivecchi
poi una notte
mentre dormivamo sul pavimento
mi sei scivolato dalle mani
l’unica scuola che ci ha cresciuto
è stata il freddo
isolata e inospitale
una cattedrale pericolante
ti avrei spedito tutti gli organi
in ogni casella postale
ma non entravano mai nelle fessure
quando il giorno lo supplicava
tu mi portavi al riparo
da coccodrilli e ferrivecchi
poi una notte
mentre dormivamo sul pavimento
mi sei scivolato dalle mani
Monday, May 22, 2017
in un remoto angolo di
in un remoto angolo d'europa
mentre io invecchiavo
smontando armadi e materassi
tu a casa hai costruito un solido castello
a prova di intrusi e venditori
non c'era nulla di sbagliato nelle mie migrazioni
era solo il mio modo faticoso di imparare
perché se a me togli il presente
svuoti tasche e organi
in un remoto angolo di europa
mentre mi disgregavo in mille vocaboli stranieri
tu a casa hai costruito una lucida fortezza
a prova di stranieri e vento forte
non c'era nulla di sbagliato nemmeno in questo
forse invidio la vostra stabilità
mi ripetete sempre che i muri hanno una loro umida magia
ma per me assomigliano troppo
alla gente infelice che conosco
mentre io invecchiavo
smontando armadi e materassi
tu a casa hai costruito un solido castello
a prova di intrusi e venditori
non c'era nulla di sbagliato nelle mie migrazioni
era solo il mio modo faticoso di imparare
perché se a me togli il presente
svuoti tasche e organi
in un remoto angolo di europa
mentre mi disgregavo in mille vocaboli stranieri
tu a casa hai costruito una lucida fortezza
a prova di stranieri e vento forte
non c'era nulla di sbagliato nemmeno in questo
forse invidio la vostra stabilità
mi ripetete sempre che i muri hanno una loro umida magia
ma per me assomigliano troppo
alla gente infelice che conosco
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