nella sala comune della casa dello studente
più pulita che conosca
serena una bambina lucida i tavoli
mentre io,
io ritorno a sentire freddo.
un attimo prima sembrava tutto rotto
fiori morti luci spente fiammiferi bagnati
un attimo dopo qualcosa ricomincia a muoversi
i tuoi passi nella stanza lontana trecento chilometri.
i miei organi non hanno nessun apparente difetto
ma adesso mi muovo al buio
confondo incroci e scrivanie
e ogni sera inciampo in corridoi bassi e stretti.
potrebbe essere la stanchezza
sento che mi dice l'intestino
ho paura sia finito laggiù
tutto il mio cervello
"dovrebbe essere l'amore"
sento che mi dice la bambina
quell'adorabile rincorsa tra ciechi
che ogni volta ci appassiona e annichilisce
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