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Monday, February 23, 2015

una notte

da qualche parte nel centro sud puglia
dovevi esistere prima di questo viaggio
ed io dov'ero non lo so
ti assicuri contro ogni tipo di evento accidentale
sotterri provviste all'ombra degli olivi secolari
bevi solo acqua filtrata e depurata
perché temi estranei, batteri
e altri invisibili amici.
Averti di fronte
che bella responsabilità.
Per spaventarti mi bastan tre respiri corti e uno lungo.
Tu non hai più nemmeno un cuore.
Lo hai rinchiuso al sicuro in un caveau svizzero.
Cosa ti rimane non lo so
una qualità di mistero continuo che batte sulle tue pareti
cerca di uscire
e forse una notte ci riuscirà.
Una notte,
quando sarai un po' meno vicina e ingiudicabile
come un temporale croato
quando sarai un po' meno fragile e indifesa
come la borsa di Atene.
Nessuno sa quando accadrà
ma fidati di me che ti conosco da un interminabile minuto
non sarà mai prima del tramonto


Friday, February 20, 2015

le tue eterne negazioni

Ho corso nei treni senza documenti né valigia
per vedere come non stavi
Ho compiuto azioni ingiuste e sporche
per sentire cosa non mi dicevi
Ho strisciato negli eterni boschi dietro casa
per intuire dove non mi capivi
nel mentre il tempo mi ha sepolto vivo
timide pulsazioni bivaccano nelle mie orecchie
le foto degli scomparsi nella metro
le cantine che non voglio più vedere
e naturalmente loro
le tue eterne negazioni
nelle pieghe del cervello a ristagnare
pigre snob viziate come nessun altro
eppure così adorabili

Tuesday, January 6, 2015

è una malattia over trenta


Lungo la banchina del porto ecco due sposi ottantenni.
Si trascinano felicemente inutili
come dovrei essere io,
come non avresti mai potuto essere tu.
Cercavano il famoso delfino cittadino
fucilato l’anno prima dalle milizie manfredoniane.
Da quanto tempo non compare un ufo sulla statale 89?
Nemmeno quella speranza ci danno.
Ricordo quando eravate ancora esseri umani
facevate tutto per il gusto di farlo
tagliare cipolle pulire prato rattoppare foglie
eravate persino capaci di generare un complimento sincero.
Poi è andata via la luce - mi sono girato - siete spariti tutti
è scomparso tutto anche la futura punteggiatura
ho iniziato a indossare la giacca dei colloqui
le tartarughe sono diventate fermacarte alla moda
i fenicotteri mi hanno liquidato con un imbarazzato messaggio in segreteria
tutti gli altri animali chiedono di voi ma non ho il coraggio di dire loro la verità
se solo avessi il telefono adeguato scriverei a voi diciottenni
la seguente ultima misera supplica
se solo poggiaste l’orecchio sulla mia porta
andrebbe via la luce e sparirei di colpo

Friday, December 26, 2014

Le crepe sul soffitto della casa di Maria

Maria solitaria chiude la finestra
per non far entrare il silenzio
discreta guarda la piazza deserta
quante stelle han cercato di incendiarla,
arrivano sempre tardi
causa assenza di adeguati mezzi pubblici.
Maria solitaria chiude la finestra
la DIGOS stanca si trascina verso il palazzo comunale
l’amministrazione per guadagnare tempo ha assassinato l’illuminazione
ma non sanno, loro,
quante tenebre abbiamo masticato
al buio ormai vediamo tutto meglio.
Maria solitaria chiude la finestra
per non far rientrare il silenzio
seduta sul pavimento della grande casa sfitta
cercando qualcosa da opporre a questa lenta emorragia di suoni.
Cosa è rimasto? Qualche tonnellata di chiese antiche
spiagge nascoste e decina di prodotti tipici locali.
Maria solitaria si alza pensosa
per andare sotto le coperte che sono il suo bunker
da uno spiraglio fissa il soffitto colmo di crepe
e ritornano in mente le rumorose folle della sua infanzia,
ad ognuna assegna il nome di una persona andata via
e capisce.

Thursday, November 27, 2014

comprendere.

Trovarle. 
È compito mio trovare le parole
l’intonazione esatta di una frase 
la via per nasconder problemi e disincanto, 
smascherare corruzione e poi arroganza.
Sprecarle.
Certo in molti lo san fare.
Ti aggrediscono alle spalle con le più affilate consonanti,
e poi,
poi ti chiedono di comprendere. 
Trovarle, dicevo.
Pare tocchi a me trovare le parole adatte a descrivere tutto.
L’insicurezza dei cani anziani.
Delle borse greche e portoghesi.
Di un altro me parallelo che da tempo non ti ama più.
Trovarle, quindi.
A nessun altro tocca, se non a me.
E ogni volta che fallirò,
che nessuno mi consegni comodi alibi,
è stata e sarà sempre solamente colpa mia

Monday, November 10, 2014

Ho sentito rumori strani lungo le vie del centro


Ho sentito rumori strani lungo le vie del centro.
Si tratta del traffico dite tutti voi
ma io so che erano i tuoi tacchi,
crudeli a marciare sui cadaveri dei pennuti morti.
Datemi una settimana libera e cambierò il mondo
diceva il mio amico dalla società di consulenza.
Non siamo mai stati così vicini
eppure non ricordo nemmeno la tua voce.
Non sono più aggiornato sui tuoi spostamenti
- una cosa così bella che dimentico anche i miei -
se elimini gabbiani polli tacchini e altri pranzi della domenica
non ti ricordo più
ma piuttosto ti capisco e ti perdono, mia cara:
io ho finito per ingozzarti di me,
tu controvoglia mi hai lasciato centinaia di liberi versi.


Thursday, October 9, 2014

Sputnik

puntuale come tetti d’amianto
ogni giorno la senti arrivare
piano le pareti iniziano a vibrare 
tu mi ricordi di sbarrare le finestre 
io di fuggire nelle cantine umide 
lumaca grigia strisciante tra foreste di estranei
che conca d’oro è la nostra alexanderplatz 
la pasta quasi bolle e tu ci salti sempre dentro 
il cielo trema come le case dei poveri quando tira vento
io con pazienza intreccio tra loro
ogni giacca rotta e speranza caduta in mare
i tuoi occhi no,
quelli ancora li sento orbitare su roma est,
così sovieticamente tristi 
spegnevano strade, piazze e molti miei organi

Friday, September 5, 2014

per il ragazzino del paese che desidera fare politica

Voleranno, sì.
Voleranno aquiloni con carlinghe di pelle umana. 
Dalle stive getteranno nel vuoto fiumi di desaparecidos.
Silenziosi li guarderanno schiantarsi 
e dalla spiaggia trascinare i loro messaggi di sangue e muco democratico.

Saremo circondati da persone che vogliono fare gli ambasciatori dei loro microscopici paesi
li vedremo rubare portafogli ai vecchi nelle metro
e intanto tenaci i cavalli mangeranno le loro carcasse
mentre tu ancora sarai lì,
giovane inerme ragazzino del paese che desidera fare politica.

Ti mangeranno i reni e il fegato e ti incolperanno per questo e altro ancora.
L’ossigeno che inspiri nasconde lamette da barba nei calzini.
I tuoi abiti da bravo ragazzo non traspirano il sudore che produci.
E allora sentiranno il tuo odore nauseabondo e torneranno a prenderti.

Ti prenderanno, sì.
Ti caricheranno su aquiloni con carlinghe di pelle umana.
Dalle stive ti getteranno nel vuoto
mescolato ai soliti fiumi di desaparecidos.
Silenziosi ti guarderanno combattere e perdere contro il cielo
e dalla spiaggia trascinare il tuo ultimo comizio di sangue e muco.

Saturday, August 2, 2014

i catechisti

Ecco la mia disperazione
la disperazione di aver paura di parlare della propria disperazione
per non turbare la mamma
o non sembrare sembrare sembrare ho dimenticato cosa
ma ora che gli argini si sono rotti
sciolgo le braccia cadono i guinzagli
ecco la mia disperazione
posso consegnarla ai semafori che lampeggiano
e ai cani rotti del canile
capiscimi nel tuo abbraccio di acqua e terra
non dimenticarti che voglio dimenticare
persino te se necessario
ecco la mia disperazione
andare in corto per le giornate troppo lunghe
meglio dimenticarsi di non dimenticare
tutto andrà per il meglio ci hanno detto i catechisti
ho paura del buio
da quando mi ricordo le cose

Tuesday, July 22, 2014

Prima e dopo Lecce

Calpestando i viali di Istanbul
languidi gli spari risuonavano come echi di gabbiani
A Baltimora le negre commoventi cercavano le figlie
in cima ai pali della luce
ed io ancora non avevo visto Lecce
Domani a Cracovia l’autunno d’oro
resterà pur sempre una banale declinazione dell’autunno
mentre Belfast sarà forse sparita
con il suo carico di autobombe e bambini giganti
Ma almeno avrò visto Lecce
le statue in bilico come la nostra relazione
e le piazze, ci credi,
le piazze più arroganti e belle di te
A volte sinistri boati tornano a echeggiare
nelle assurde pieghe del mio cervello
fino a ieri mi chiedevo cosa stesse accadendo
adesso che ho visto Lecce tutto è più chiaro
bastava abbassare la testa
e guardare più a sud 

Wednesday, July 16, 2014

Come Frank Morris

Ieri mattina presto
Un sole freddo e il grat grat degli spazzini nell’aria.
I tuoi singhiozzi echeggiano pallidi in casa
mentre alla finestra io riannodo la cravatta
e faccio finta di niente.
La mia divisa sociale era quasi pronta
eppure tu dicevi che potevo essere libero.
Libero di liberarmi di noi,
noi giovani testimoni di un periodo di rassegnata dipendenza.
Libero di svuotare le nostre carceri
e non credevo sarebbe mai accaduto.
I tuoi singhiozzi ancora a echeggiare sghembi
mentre aprivo esitante la finestra
la sentivo la paura
uscire fuori come frank morris
senza volerlo mi hai reso felice
come i prigionieri evasi
senza volerlo mi hai reso libero
come un fulmine d’agosto

ignoranza

    v.   un pomeriggio di montagna traboccare l’uno dell’altro svelarsi la mappa dei propri punti deboli rendersi vulnerabili abband...