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Saturday, March 9, 2019

siamo

anima come mi fumi stasera
sono una sigaretta accesa sul pavimento
sono quella pelle tesa quella corazza di mandorla
sono le tue ultime paure e i tuoi baci migliori

anima come ti fumo stasera
sono quella circostanza quella pietra quell'inciampo
sono i tuoi ultimi disagi e i tuoi primi pensieri
sono la corsa folle nei corridoi d'asfalto

anima come ci fumi stasera
siamo l'abbandono nel buio dei cinema
siamo la parola che ancora non conosciamo
siamo la scintilla che viene dopo la fiamma

anima tu pensi di non esserci stasera
siamo la frase letta e riletta
siamo tutto quello che tu chiami follia
ma che è pura, introvabile Vita

Friday, March 8, 2019

elogio dell'incerto

una sensazione di fiducia
di poter fare tutto
andare ovunque, persino a venezia

una sensazione di apertura
farti conoscere il mio mondo
i miei amici la mia terra le mie storie

una sensazione di paura
che tutto questo sia solo
una illusione d'inizio marzo

il conseguente dubbio
il silenzio
ha tutto senso e forse non ce l'ha

io non conosco un altro modo
di scoprire una foresta
se non attraversandola

certo ci sono zone d'ombra
ma tu lo senti
forte quel richiamo

e se solo avessi voce ti direi
l'italiano che è andato più lontano

fu cristoforo colombo

che non sapeva dove andava
e ignorava dove era arrivato

Thursday, March 7, 2019

specchio

come
in
quello
specchio
magico
più andavo a fondo
più risalivo scalinate interminabili
più mi allontanavo
più forte la tua voce risuonava
se ti serve posso prolungare
tutte le mie apnee
anche solamente
questo mio illogico silenzio
la mia mano destra fa lunghe conversazioni con la sinistra
i miei piedi hanno tra loro un rapporto ugualmente ottimo
ma i miei occhi
da quando hanno visto i tuoi
non sanno più parlarsi
puntano da qualche parte
a sud di grenoble
e più cerco di parlarci
più mi sembra di tornare
in
quello
specchio
magico

domani

domani mattina
vorrei alzarmi di buonora
colazione leggera e molta frutta
vorrei prendere una macchina scoperta
venire a prenderti sotto casa
vorrei vederti saltarci dentro
come nei film americani
vorrei portarti tra i campi di provenza
dove non esiste tempo e spazio chiuso
vorrei correre per le strade
cercando panorami che ti assomigliano
vorrei ripetere questo domani e domani ancora
fino a quando non li ho collezionati tutti

Saturday, February 16, 2019

pareti

la versione dei passanti è unanime
sembravi un signore con pesi invisibili sulla schiena
una volta questa città era uno sterminato impero
adesso guarda a terra per non inciampare

la porta si apre prima piano
poi tutto d'un colpo
come gli anziani quando si ammalano

dalla finestra che affaccia sulla strada
ci sono strani ciottoli e uomini che avanzano a testa bassa
senti chiamare il tuo nome
ma è un errore

un impulso elettrico che non esiste
il migliore amico dell'infanzia
andato via come maiorana

come fanno queste pareti a contenerti
sei un polpo in una gigantesca bottiglia
scivoli lungo i vicoli
ti aggrappi alle narrazioni

la gente che rivedi dopo anni
non sa più chi sei 
ma ricorda tutti i tuoi racconti

alcuni dei tuoi libri
hanno le pagine ingiallite
è una sensazione che ti spiazza
sei vivo e fuori luogo come sempre

SEMPRE, questa parola inutile che non esiste e mai decifri
se ci provi ti confondi tra la folla
e pensi a che colore avranno le pareti del tuo corpo

Tuesday, February 12, 2019

come un

cosa ricordo
dei miei panorami interni
ero un temporale un vento lieve
una scatola chiusa

il sud di roma che ha ucciso pasolini
e ci ha fatto incontrare

puoi uscirne solo camminando
se ti accontenti finirai le provviste
sentirai soffocare
e rimarrai chiuso dentro

le piante in balcone le loro frasi di circostanza il loro affetto
alle tre del pomeriggio

ci camminavo a stento
le parole le attrezzature le persone
una piazza colma di ansiosi e insonni
ma tu eri naturale come un racconto di carver

l'oracolo della città scrive sui muri
quel che accade a roma mai rimane a roma

e cosa ricordo adesso
dei miei panorami interni
due occhi che invadono i corridoi
e la scatola si apre

Monday, January 7, 2019

rapporto operativo 149 - 07.01.2019

è un maschio bianco caucasico

una cicatrice sulla testa
e un'andatura incerta

dall'inizio delle operazioni
ha cambiato più città che stati d'animo

sente più freddo al sole di oggi
che alla neve di domani

anche adesso sembra pronto per baciare il pavimento
ma poi non cade mai


e ancora non gli passa quel brutto raffreddore
che ha preso cinque o sei anni fa 

Monday, December 10, 2018

limite

di tutti i panorami che ho indossato
non è rimasto nulla
gli abiti migliori il tempo fagocita e consuma
ed io rimango l'uomo nudo di sempre
il solito eccellente conduttore di elettricità
e nulla più

ricordo quando mi hai detto
ogni cosa esiste solo se finisce
tu aggrappati ai miei arti fantasma
fanne una questione di vita o di morte
è colpa delle regole del mondo 
non provare ad accettarle mai 


Thursday, November 8, 2018

il mio regalo per

una nuova lingua straniera
sporca masticata poco amata
assemblata con sole consonanti
nessun suono musicale o canzone popolare
un lenzuolo per nascondersi
dove nulla può irrompere
nemmeno i carri armati in ungheria

ogni sera lo percorro
il mio argine del fiume
quando trovo una vocale
la raccolgo in una scatola
e appena sarà piena
tornerò a casa con in mano
il mio regalo per mia madre

Sunday, October 21, 2018

Fossile

Per Breece D'J Pancake

Le sei del mattino
l'odore di senza lavoro e campi incolti
non cambia mai 
mi hai detto di seguirti 
e guardare il panorama
elettrico e triste 
perché sta tutto lì
va solo tradotto e conservato 
ma qualcosa ha fermato l'aria
le nostre donne sono andate lontano 
lo accettiamo come un temporale 
ci rimangono le tasche piene di fossili
e la nostra barba dai riflessi ruggine 
elettrica e triste 
che non sappiamo tradurre e conservare 

Monday, September 24, 2018

pagina

come tace senza amore
la mia cicatrice sulla retina
hai allontanato vista e udito
e risplendi forte addosso a chi a cosa
la mia processione senza croce

come mi fuma l'anima
la tua nuova forma espressiva
è il non esistere
e attraversi piano questa stanza
la mia illuminazione senza fuoco

come brucia il mio reale
il linguaggio è diventato microscopico
i caratteri li ricordo erano giganteschi
e il centro del tuo mondo non sono più io
un malinteso osceno e timido

come mi fuma l'anima
i miei occhi non ti servono più
hai finito il giro cerco impronte trovo ali di cartapesta
ma le finestre sono chiuse sei arrivata tardi
pagina bianca prima di sporcarsi

volevo parlarti di piero e vittoria / infezione

un film degli anni sessanta alain delon si chiamava piero monica vitti? vittoria c’erano le albe già i tramonti c’era mio padre in c...