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Wednesday, August 29, 2018

Persone


Tutte queste accelerazioni
non muovono una briciola
se tu non lo consenti

Hai svuotato una piazza
piena di vento e lumache belle 
l hai riempita di macerie e vetri rotti 

Io so che dovrei
(dovrei?) 
evitare i fili scoperti 

Mi hai detto che il pericolo
il pericolo non è la morte
Il pericolo è il silenzio

Ma ci pensi, donnie
migliaia di persone nei palazzoni tutti intorno/
e noi viviamo circondati dal silenzio


Friday, August 24, 2018

scatola

cosa sono
sono un panorama spoglio
che percorre a testa bassa
i suoi ponti incompleti
e ripete a te che non puoi sentire

andrà tutto bene
andrà tutto bene
andrà tutto bene

cosa sono
sono una piazza di estranei che non si parlano
impara una lezione
dal dolore della distanza
e ripete a te che non puoi vedere

andrà tutto bene
andrà tutto bene
andrà tutto bene

cosa sono
sono una scatola vuota
che si riempie con la tua voce
ti rincorre ma non ha gambe e cade
e ripete a te che sei ancora in piedi

andrà tutto bene
andrà tutto bene
andrà tutt

Saturday, August 18, 2018

geografia

geografia:

zone sismiche fasci di falene fuochi lontani a valle
io ti incarto i miei desideri più profondi
li appoggio dietro la porta
tra le bollette e i volantini delle pizzerie
tornando a casa elaboro metafore contorte

una donna A che non riesce a ridere

un uomo B che zoppo la rincorre

in questi giorni tra un fiore e una lama
la donna A sceglie la lama
trattiene lacrime al lavoro
si allaga di seicento gesti quotidiani
e tutto ricomincia la mattina dopo

in questi giorni tra un pozzo e una spiaggia
l'uomo B sceglie il pozzo
si prepara a risalire come ogni volta
e quando chiude gli occhi
puntuale ritorna la donna A con i suoi lampi

Adesso non le vedono come porte chiuse
sono solo porte non ancora aperte
Adesso l'uomo B cammina più veloce
e sulle labbra della donna A ho visto arrampicarsi /
Adesso il primo riflesso di un sorriso



Friday, August 3, 2018

Tutto


Tu dimentichi
Per te non è reale 
Sono i miei occhi
Ingrandiscono tutto
Più la realtà è impossibile
Più la cerco
Sono I miei occhi
Ingrandiscono tutto
Mi sporco le mani mi lego le dita
Questa estate sembra un lamento di capre 
Quello che per me è importante
Per te non è tangibile
Sono I miei occhi
Ingrandiscono tutto
E tu diment

Monday, July 30, 2018

Fiume


Vorresti urlarlo a tutto il Tevere
luglio è stato un precipitare /
hai gli ingranaggi inceppati /
da qualche tempo
sei la somma delle tue crepe /
il panorama è un costante intralcio
e la musica di una volta
non riesci più a proporla /
dici a te : mi arrenderò
a cinismo e scoramento /
il tuo petto si allunga e si accorcia
e la notte è il doppio dei tuoi giorni /

Eppure settembre sta per arrivare /
è stato inventato per ricominciare /
sei un fiume prosciugato
ma hai un concerto di alleati intorno /
una goccia alla volta
chiuderanno le tue crepe /
e un giorno saprai ritornare come Jordan
i tuoi argini fioriscono di nuova bellezza e animali strani
mi insegni a ballare il liscio /
ed io ti chiedo se ricordi ancora
quel periodo lungo e ignoto
come le sirene delle ambulanze /

Friday, July 27, 2018

Mattina presto / Suicidio


Sei uscito dalla grotta
è passato molto tempo dall'ultima volta
ti illudi sia cambiato lo scenario
sottovaluti le estranee
ne hai conosciute di magnifiche
prima che diventassero un bel nome
e lacerassero il tuo cuore
Sei rimasto sempre uguale
i poeti si uccidono ogni giorno
aprono porte sguarniscono organi
alle loro parole 
segue un letale umido silenzio
e ritornano a pensare alla tua grotta 
e a queste piazze 
incomplete e tristi


Thursday, July 12, 2018

zampe

Un tempo conoscevo tutte le tue note.
Quando il temporale si esaurisce
si attarda l’odore dell’acqua nell’aria.
Cosa è un amore finito
lo impari dopo anni di piogge e nevicate.
Ero fradicio di te
e non volevo progettare nulla
se mi prestavi i tuoi fiammiferi

Adesso ho dimenticato tutte le tue note
e il dolore l’ho sepolto con chilometri e parole.
Ma quando il temporale si esaurisce
dietro i muri l’amore rifiorisce
gli insetti tornano a passeggiare
sulle mie vertebre crepate
hanno zampe appuntite, passo incerto
e il giacchetto verde che indossavi sempre

Friday, July 6, 2018

Specchio

È stato sul finire di giugno
hai buttato via maschere dentiere protesi e vecchie donne
più che pensare ai panorami di ieri
hai rincorso quelli in fondo al ponte
riconosci il mendicante di quartiere
e ti senti a casa
Casa
questa parola infinita e senza tempo
può essere un libro un palazzo tuo padre
o Alessandro che si addormenta
è stato parlare con una sconosciuta
che conosce i tuoi linguaggi
e decifra i tuoi lamenti
e ti senti a casa
Casa
questa parola infinita e senza luogo
ti è rimasta solo quella
sul finire di questo giugno
che si arrampica su luglio
ma dimentichi decine di libri parole panorami
e quell'abbagliante specchio nell'ingresso



Sunday, June 3, 2018

intersezione

ti parla del vento dei Balcani
ti insegue sotto la giacca
nelle intersezioni dei discorsi degli altri
è un grumo di passato
che inspiegabile prosegue
hai tante domeniche ancora da recuperare

ti parla delle serate alle finestre
ti raccoglie dal fondo dei vasi
dalle intersezioni dei discorsi degli altri
è un silenzio così denso
che inspiegabile prosegue
hai tanti giorni ancora per iniziare

ti ricorda di bere sumo di mirtillo
ti coltiva sul palmo delle mani
sulle intersezioni dei discorsi degli altri
è una patologia di rami secchi e vasi bianchi
che inspiegabile prosegue
hai tanti silenzi ancora da spezzare

Wednesday, May 9, 2018

pareti

Ho freddo di te
mi sono tuffato in un lago
colmo di rame e sequestri andati male
e sei ricomparsa un nove maggio
se imparo a suonare il piano
poi devo ingoiare tutti i tasti
e mi spengo all'improvviso un nove maggio

Ho freddo di me
sono caduto in un lago
colmo di coltelli e vetri piccoli
e hai chiuso alcune porte ma non ci sono le pareti
se imparo a scrivere a macchina
poi devo masticare tutta la carta
e mi spengo all'improvviso un nove maggio

Friday, April 6, 2018

non

non posso
forse sei come il vento del montenegro
non bussi
mai prima di entrare
quando giri lontano
avverto il calore delle persone stupide
soffi dietro la spalla
e ritorno un elefante dorato
domani ti farei diventare
il paese che non sei mai stato
forse la mia India
disordinata e piena
ma io sono un pianoforte viola
che nessuno sa suonare
mi impolvero di neon
le note sono tutte sul pavimento
e tu non resisti
e allunghi le dita
e ti bruci le mani

ignoranza

    v.   un pomeriggio di montagna traboccare l’uno dell’altro svelarsi la mappa dei propri punti deboli rendersi vulnerabili abband...