Potrei dire che ho dimenticato
le lunghe serate garganiche///
cani morti terremoti venti senza fine/
//
e tutti i momenti in cui ho ignorato Lello
/
Ho cercato di tenermi occupato
con aerei treni donne e prati verdi
volevo essere una porta spalancata
////////////////////////////////
per dimenticare Lello
///////////
Potrei dire che negli anni mi sono distratto
ho pensato alle tue mani grandi e sporche
madri di carezze e oggetti d'arte
/
avrei potuto abbracciare i Balcani con due lacrime e una radiosveglia
////////////// /////////////////////////////////////////////////
Ma la sera ritornava il mio paese e i suoi vuoti / / /
i tramonti freddi
le case abbandonate del centro
///
e/
da /ogni finestra
gli occhi di /Lello/
/
/
/ /// / // ////////////// / / / / / / / / / / / / // / /
/
/
///inc/om/p/le/t/i / e / tri/sti
* legenda:
" / " sta per : foresta senza luce, roccia a picco sul mare, vento dai balcani, saracinesca che vibra, cassonetto che corre, vetro rotto, chiesa deserta lunedì pomeriggio, forno, scala mobile del cimitero, bastone per anziani. (in fase di aggiornamento)
Reading List
Thursday, February 22, 2018
Friday, February 16, 2018
cosa pensavi tu della mia poesia
non ci posso credere.
credi davvero che questa sia poesia?
e perchè lo sarebbe,
perchè ogni tanto mandi a capo un paio di frasi?
lo sai che quasi tutti ridono di te
e delle tue inutili nenie?
eppure, tu continui.
ti piace guardare lo specchio
forse un idiota parlerebbe d'introspezione
ma tu hai solo paura di guardare fuori.
Potresti andare, che so, a donare il sangue
ma sosti inutile alla finestra come dio la domenica
e tutto quello che fai rimane irrilevante
eppure, tu continui.
non ci posso credere.
Il giorno in cui smetterai
il governo di questo paese avrà una solida maggioranza
e si sentiranno i bambini
ridere felici per le strade di Roma
eppute, tu continui
e tutto rimane senza senso alcuno
credi davvero che questa sia poesia?
e perchè lo sarebbe,
perchè ogni tanto mandi a capo un paio di frasi?
lo sai che quasi tutti ridono di te
e delle tue inutili nenie?
eppure, tu continui.
ti piace guardare lo specchio
forse un idiota parlerebbe d'introspezione
ma tu hai solo paura di guardare fuori.
Potresti andare, che so, a donare il sangue
ma sosti inutile alla finestra come dio la domenica
e tutto quello che fai rimane irrilevante
eppure, tu continui.
non ci posso credere.
Il giorno in cui smetterai
il governo di questo paese avrà una solida maggioranza
e si sentiranno i bambini
ridere felici per le strade di Roma
eppute, tu continui
e tutto rimane senza senso alcuno
waterboarding
cosa potevamo essere
e cosa siamo stati.
cosa siamo stati come individui
questo non riesco a capire.
Cosa significhiamo l’un l’altro
non lo so dire.
Sei stato un muro bianco pieno di crepacci e spioventi
in cui mi infilavo il pomeriggio presto
poi sono arrivati monsoni e televendite
i prodotti per la cura del corpo
ci sono finiti tutti in gola
abbiamo perso il nostro ritmo
per declamare a tutti voi
il più cordiale buonasera e buonanotte
dovevamo solo mantenere il nostro passo
espatri frequenti e risposte fugaci
ma questo rumore circonda città e ventricoli
uccide con la distrazione
e finisce che mi perdo nei tratteggi della notte
mi danno sedie vintage e cuscini comodi
e mentre affogo ti perdo in mare aperto
e dove sei finito Donnie
nessuno più lo sa
Thursday, February 15, 2018
finto
Oggi forse nevicherà
sui tuoi palazzi storti
volevano schiacciarmi
ma tu mi spingevi sempre via
Oggi a furia di passarti davanti
non significhi più niente
era una rivoluzione
in una scatola di cartone
ma pur sempre una rivoluzione
Oggi forse ritornerà
come un rumore di boschi
mi spettina gli occhi
disordinato e finto
sui tuoi palazzi storti
volevano schiacciarmi
ma tu mi spingevi sempre via
Oggi a furia di passarti davanti
non significhi più niente
era una rivoluzione
in una scatola di cartone
ma pur sempre una rivoluzione
Oggi forse ritornerà
come un rumore di boschi
mi spettina gli occhi
disordinato e finto
Wednesday, February 7, 2018
cosa avrei scritto stasera
Avrei scritto senza dubbio una poesia
sulle storie che non so più scrivere
ma poi sei entrata tu
rame in testa voce annodata
a ricompormi senza parlare.
Avrei detto che dentro me la conversazione langue
e le parole scolano via
tra i miei cento fori
ma poi sei tornata tu
hai scritto qualcosa di notevole
e poi un perentorio "non rispondere".
Avrei confessato che non ero io a raccontare loro
ma il contrario
e da quando sono andate via
mi sento afono e sbilenco
ma poi sei arrivata tu
e ho riconosciuto tra i silenzi
la mia calda voce risuonare
sulle storie che non so più scrivere
ma poi sei entrata tu
rame in testa voce annodata
a ricompormi senza parlare.
Avrei detto che dentro me la conversazione langue
e le parole scolano via
tra i miei cento fori
ma poi sei tornata tu
hai scritto qualcosa di notevole
e poi un perentorio "non rispondere".
Avrei confessato che non ero io a raccontare loro
ma il contrario
e da quando sono andate via
mi sento afono e sbilenco
ma poi sei arrivata tu
e ho riconosciuto tra i silenzi
la mia calda voce risuonare
Tuesday, January 30, 2018
è senza dubbio la persona più gentile del palazzo
È senza dubbio la persona più gentile del palazzo
eppure ogni giorno con calma
degrada e smantella le nostre mucose.
La sua pelle è di cartapesta
“Non può reggere” dicono i più giovani
eppure ogni mattina è lì che ci accarezza.
Le sue premure sono onde regolari
che limano le caviglie
un centimetro al giorno
e, mentre ci guarda, espelle tenere risate e voci dolci
non immagina cosa sono per noi
allarmi antincendio che paralizzano e sconvolgono
eppure ogni giorno con calma
degrada e smantella le nostre mucose.
La sua pelle è di cartapesta
“Non può reggere” dicono i più giovani
eppure ogni mattina è lì che ci accarezza.
Le sue premure sono onde regolari
che limano le caviglie
un centimetro al giorno
e, mentre ci guarda, espelle tenere risate e voci dolci
non immagina cosa sono per noi
allarmi antincendio che paralizzano e sconvolgono
Tuesday, January 23, 2018
febbraio 18
Contro i martedì di frastuono e le rotaie logore
puoi opporre solamente
la tua piccola voce.
Davvero ben poco
contro intemperie e neonazisti.
Fosse per loro, i rumori ti salirebbero addosso
una coperta di tisi e malaria
a ostruire arterie e vie di fuga.
Eppure quando parli
le candele si accendono
alcuni oggetti diventano vivi
e certe pause
lampeggiano per sempre
puoi opporre solamente
la tua piccola voce.
Davvero ben poco
contro intemperie e neonazisti.
Fosse per loro, i rumori ti salirebbero addosso
una coperta di tisi e malaria
a ostruire arterie e vie di fuga.
Eppure quando parli
le candele si accendono
alcuni oggetti diventano vivi
e certe pause
lampeggiano per sempre
Monday, January 8, 2018
quattro pareti
quattro pareti di vernici e nicotina
il segnale scarso e frammentato
la voce stanca
e la testa pulsante
Il telefono del vicino parlava con la tua voce
eri caduta ed ero a terra anche io
come la chiami tu questa cosa
un inciampo di mezzo inverno
non saprei,
da quando adoro le cose senza nome
conosco il sapore della nicotina
i segnali estemporanei
le voci deboli prima dell’alba
e la tua testa viva e pulsante
che assomiglia così tanto
alla luce intermittente in cima al grattacielo
il segnale scarso e frammentato
la voce stanca
e la testa pulsante
Il telefono del vicino parlava con la tua voce
eri caduta ed ero a terra anche io
come la chiami tu questa cosa
un inciampo di mezzo inverno
non saprei,
da quando adoro le cose senza nome
conosco il sapore della nicotina
i segnali estemporanei
le voci deboli prima dell’alba
e la tua testa viva e pulsante
che assomiglia così tanto
alla luce intermittente in cima al grattacielo
Wednesday, December 20, 2017
ho pensato di aver sognato tutto
Mentre fumi nelle scale del palazzo
mani e piedi rimangono freddi
e l'estate bivacca ancora un po' in Brasile.
Se dovessi allontanarmi troppo
spero tu abbia sempre
qualcosa di appuntito da riportarmi.
Io conosco solamente
la magia di certi oggetti
e delle parole.
Tu maneggi altri tipi di incantesimi
e puntuale mi insegni ogni giorno
il tuo linguaggio di silenzi e sguardi.
Ho pensato di aver sognato tutto
ma c'è la caffettiera usata
e meno rumore e vuoto dappertutto.
mani e piedi rimangono freddi
e l'estate bivacca ancora un po' in Brasile.
Se dovessi allontanarmi troppo
spero tu abbia sempre
qualcosa di appuntito da riportarmi.
Io conosco solamente
la magia di certi oggetti
e delle parole.
Tu maneggi altri tipi di incantesimi
e puntuale mi insegni ogni giorno
il tuo linguaggio di silenzi e sguardi.
Ho pensato di aver sognato tutto
ma c'è la caffettiera usata
e meno rumore e vuoto dappertutto.
Thursday, November 16, 2017
Come ho reagito a questo blitzkrieg
Come ho reagito a questo blitzkrieg
vuoi scoprirlo a tarda notte, eh
ho fatto quello che so far meglio
raccoglier le mie cose e tornare in movimento
questa volta ho scelto un recinto
più ampio e ameno
di tutte le mie fughe precedenti
A lui non servono riflettori e grandi spostamenti
posa fiori sulle tombe senza visite
mentre io ancora torno a quattro anni fa
quando pedinavo scrittori ebrei
e infelici scogliere
lui invece insiste col suo incedere
a cancellare solitudini e polveri sottili
Quando ritorno mi ripete sempre
"Non vado più forte"
dice di essere un pianoforte con una zampa nel vuoto
ma io fatico a stare al suo passo
perdo il conto delle storie che racconta
e ti dirò, Donnie,
a me sembra ancora veloce come un tempo
vuoi scoprirlo a tarda notte, eh
ho fatto quello che so far meglio
raccoglier le mie cose e tornare in movimento
questa volta ho scelto un recinto
più ampio e ameno
di tutte le mie fughe precedenti
A lui non servono riflettori e grandi spostamenti
posa fiori sulle tombe senza visite
mentre io ancora torno a quattro anni fa
quando pedinavo scrittori ebrei
e infelici scogliere
lui invece insiste col suo incedere
a cancellare solitudini e polveri sottili
Quando ritorno mi ripete sempre
"Non vado più forte"
dice di essere un pianoforte con una zampa nel vuoto
ma io fatico a stare al suo passo
perdo il conto delle storie che racconta
e ti dirò, Donnie,
a me sembra ancora veloce come un tempo
Sunday, October 29, 2017
lontano nel tempo
Come sembri lontana nel tempo
Ferrara gli anni 70 tu che vivevi con tua sorella
fare la spesa preparare la cena
e cantare ogni sera la canzone del Gargano
prima di spegnere la luce
Esiste forse cosa più degna e nobile
di vivere lontano con la propria sorella?
Sono fatte per questo, le sorelle.
Ho paura di come reagirò
Quando uomini e città avranno riempito i miei corridoi
Nel frattempo ho trovato una cartolina di Massimo
ti salutava dalla Sicilia al tramonto
e ancora adesso, a volte, ripensi a lui
che non ha più indirizzi né respiri
e a tutti i numerosi dispersi
del nostro presente imperfetto
Sei tornata a casa l’altro anno.
Ti avevano detto che Margareth era ancora lì,
a vivere di stenti per le strade di Ferrara.
Quando l’hai incontrata non ricordava come allacciarsi le scarpe
ma la vostra giovinezza
quella l’aveva tutta in tasca
e mandava a memoria la canzone del Gargano
che cantavi ogni sera con tua sorella
Prima di dormire chiedo al buio cosa ne sarà dei miei ricordi
e delle dimenticanze
e ripenso a Margareth con i lacci sciolti sotto gli archi di Ferrara
dove il presente non esiste
esiste solo il passato
Massimo che aveva ancora indirizzo e battito cardiaco
Tu, tua sorella e quella canzone del Gargano
che cantavate sempre prima che io nascessi
per Margareth
Ferrara gli anni 70 tu che vivevi con tua sorella
fare la spesa preparare la cena
e cantare ogni sera la canzone del Gargano
prima di spegnere la luce
Esiste forse cosa più degna e nobile
di vivere lontano con la propria sorella?
Sono fatte per questo, le sorelle.
Ho paura di come reagirò
Quando uomini e città avranno riempito i miei corridoi
Nel frattempo ho trovato una cartolina di Massimo
ti salutava dalla Sicilia al tramonto
e ancora adesso, a volte, ripensi a lui
che non ha più indirizzi né respiri
e a tutti i numerosi dispersi
del nostro presente imperfetto
Sei tornata a casa l’altro anno.
Ti avevano detto che Margareth era ancora lì,
a vivere di stenti per le strade di Ferrara.
Quando l’hai incontrata non ricordava come allacciarsi le scarpe
ma la vostra giovinezza
quella l’aveva tutta in tasca
e mandava a memoria la canzone del Gargano
che cantavi ogni sera con tua sorella
Prima di dormire chiedo al buio cosa ne sarà dei miei ricordi
e delle dimenticanze
e ripenso a Margareth con i lacci sciolti sotto gli archi di Ferrara
dove il presente non esiste
esiste solo il passato
Massimo che aveva ancora indirizzo e battito cardiaco
Tu, tua sorella e quella canzone del Gargano
che cantavate sempre prima che io nascessi
per Margareth
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ignoranza
v. un pomeriggio di montagna traboccare l’uno dell’altro svelarsi la mappa dei propri punti deboli rendersi vulnerabili abband...
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per s.d.s. mentre, nel labirinto, il percorso possibile è solo uno e porta al centro e poi all’uscita, nel dedalo perdersi è inevitabile. ...
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Ambaradan è un termine che indica un insieme disordinato di cose. Si presume derivi dalla battaglia di Amba Aradam, in Etiopia, nel 1936. U...