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Tuesday, April 23, 2019

pareti

aprile a roma
di solito è diverso
oggi il sole dorme
ma se arrivi tu
nessuno se ne accorge
e questa città rimane
una descrizione senza parole
solo nuvole alberi panorami
e il silenzio di sampietrini e innamorati

pochi mesi fa esistevamo
ma in maniera diversa
più incompleta e vuota
oggi che siamo tornati
nel luogo di partenza
guarda nel taschino vicino il cuore
se lo fai non serve più nulla
ci sei già tu roma aprile
la poesia di capirsi con le punta delle dita

e non rimane che abbracciarsi
come si abbraccia aprile a roma
una notte abbiamo visto pareti millenarie illuminarsi
e cantare la passata bellezza 
ci son voluti milioni di secondi
per costruirla
a noi occorre molto meno
basta solo darsi la mano
e vedere dove andiamo

Wednesday, April 17, 2019

corda

aprile europa del sud
per te ventimiglia per me civitavecchia
a notte fonda
sembriamo tutti immobili
respiri regolari fasi rem palpebre abbassate
eppure in qualche oscuro modo
la nostra corda si accorcia

rispetto al giorno prima
cosa ci divide
un minuscolo centimetro in meno
un soffio di vento un malinteso una paura
potrebbe far cadere tutto
eppure in qualche oscuro modo
il cuore ti batte il castello non cade

rispetto al giorno prima
cosa ci avvicina
il tempo versato per trovare quella corda
adesso la teniamo stretta
ti screpoli le dita alleni le corde vocali
e in qualche magica maniera
la nostra corda si accorcia

Thursday, April 11, 2019

contorno (la prima immagine di un buco nero)

concentrati sul centro dell'anello
quel buio che vedi è definito
non da sè stesso
ma da ciò che lo circonda

pare sia la luce intorno
a dare senso al suo interno
e non la natura oscura e mangiatutto
delle sue viscere profonde

senza il suo contorno
il centro si disperde
e diventa invisibile e triste
come l'amor non corrisposto

ma da un po' questo non accade
c'è una linea di luce a circondarlo
a dare nome vita e senso
a tutto questo centro

in termini scientifici può apparire lontano freddo e senza nome
ma se penso a te
che getti luce ai miei perimetri  
diventa tutto naturale e un po' più semplice

Tuesday, April 9, 2019

poche ore

italia del nord francia del sud germania dell'est
cosa vuoi che cambi
siamo due lumache fragili
che continuano a cercarsi
e hanno accorciato quei milioni di centimetri
per un gesto quotidiano
la cerimonia più importante
versarsi l'acqua nel bicchiere
parlare di ingredienti cambiare le forchette

non c'era nessun altro nel locale
e in tutta la città
i cinici direbbero
sono state poche ore
poveri ragazzi
hanno le migliori calcolatrici 
ma non riescono a contare
il modo in cui ci siamo guardati
in quelle poche eterne ore

Wednesday, April 3, 2019

carta

ogni sera aggiungo
un paio di passi
per la strada verso casa
ogni mattino aggiungo
una foto delle mie espressioni
una sopra l'altra
fino a quel pomeriggio caldo
quando entrerai nel mio soggiorno
chiederai cos'è quella colonna di carta
che si arrampica fin su
ed io dovrò spiegare
credevano fossi sul soffitto
e tutte le mie emozioni
cercavano un modo per raggiungerti



Tuesday, April 2, 2019

purgatorio

donnie
ti cerco sotto le rocce in fondo ai mari
ho bisogno di uno dei tuoi consigli
mi trovo in uno strano luogo
non posso dire di essere all'inferno
ma neppure in paradiso
il dolce che sto mangiando
non è cattivo
ma è davvero buono?
no
per il momento è congelato
e non sa di niente

donnie
tu lo conosci bene il purgatorio
dammi una parola un lampo un tuono
fuori c'è il sole Roma è folle e incantata
eppure non la vedo più
mi hanno fatto un incantesimo
e a parte camminare
non so come reagire
è come essere legato in fondo a una piscina
e volere un fuoco per scaldarsi
come quando tu cercavi i fiori
sul pavimento dei centri commerciali

  
so aspettare solo in movimento
cammino cammino e sai che penso
se continuo a perlustrare
queste fabbriche dismesse
alla fine tu ritrovi me
e forse anche io
alla fine incontro te

Saturday, March 30, 2019

fede

trenta giorni fa
cornetti caldi aeroplani solitari isole lontane
una sorta di primaverile frenesia
avevamo paura di tutto
ma era un tutto
così vicino a essere niente
una sorta di indimenticabile disagio
che accade solo a chi lascia le finestre aperte
il nostro merito più grande
questa laica varietà di fede
che ogni secondo amplifica e congiunge
se almeno una volta
ogni uomo la incontrasse
il mondo intero
sarebbe più dolce

Friday, March 29, 2019

momento

dal lat. momentum, der. di movēre e cioè ‘(minimo) movimento’

se un giorno mi arrampicherò
in cima ai monti
per incontrare un uomo saggio
e quest'uomo mi chiederà
parlami di quel momento
quel momento in cui non devi aggiungere nulla
perchè il presente ha già decorato ogni angolo
io proverò a descrivergli
il momento di quel bacio
quando come un'onda mi infrangevo
sui tuoi incisivi
e l'universo intero

Monday, March 25, 2019

muchacho / 1

può sembrare sia esausto         che pieno di forze        pende verso destra         quasi cade                     si tira su     poi    crolla         copre il fango scopre il fianco     si allunga si allontana       ritorna in piedi                                                               sei felice?                                              
 corri avanti            un attimo dopo    ritorna        il terrore della perdita     ma lo accetti                           cosa ti succede, muchacho?         ti  si sono  incastrate le sinapsi?                          aspetta continua a        cercarla        ha girato l'angolo    ti sta aspettando      sono gli occhi giusti                                     perché questa volta è così importante, muchacho?        me lo chiedi ogni sera        che domanda stupida            anche se freni e acceleri     io non cado mai         sono gli occhi giusti      è forse una malattia, muchacho?         La seconda malattia di carver era l'alcolismo                                                                  la prima era l'amore      
a volte ti riduce a                                                                                       una luna stinta        
un cane a tre zampe        che non vuole più mangiare             altri giorni                ti           illumina il sangue    sei più grande di buzz aldrin                                               accendi le lampadine     con i sopraccigli    dura un secondo    poi si nasconde                   dietro paure invisibili             oppure sembra fuggire lontano         ma tu        lo vedi lo stesso                           ti cammina dentro                                   e a quel punto cosa fai, muchacho?     Gli vai incontro                                                           per                     sempre                              
    fino a quando             rimani in piedi        potrai sembrare sia esausto        che pieno di forze        pendere verso destra         quasi cadere         tirarti su            e quando ti sembra di crollare                                                                              eccolo tornare

da quel giorno / depuis ce jour

ogni volta che bevo un bicchiere   
sto bevendo te
ogni volta che parlo nel sonno
sto parlando a te
ogni volta che mi siedo ad aspettare
sto aspettando te
e ogni volta che corro
sto correndo da te


chaque fois que je bois un verre
je te bois
chaque fois que je parle dans mon sommeil
je te parle
chaque fois que je m'assieds et attends
je t'attends
et chaque fois que je cours
je cours vers toi


Thursday, March 21, 2019

non è una guerra lampo

sole alto vento improvviso
prima mattina di primavera
seduto in balcone
pensando alle cose che separano e uniscono le persone
milioni di piccoli eventi
casualità
influenze esterne.
La scienza dice
se la prima fase dell'esperimento funziona
si passa alla seconda
ma chi sono io
per fare il mio blitzkrieg
attraverso la sua porta di casa?
queste porte sono diverse
più le spingi
più si chiudono.
lascerò sia il vento a muoverle
ha tutto più fascino così
lo sente anche lei
quanto vero può esser questo incontro
io lo avverto per le strade
sotto la doccia
mentre bevo l'acqua
e ma-sti-co i bi-scot-ti
siamo solo alla pagina numero due
ma lo sanno le nostre dita
è stato un paio di magnifici fogli di carta
e serva il tempo che serva
in ogni mio centimetro
lo sento forte e chiaro
questo vento prima o poi
ci porterà a fare
tre quattro cinque e sei

volevo parlarti di piero e vittoria / infezione

un film degli anni sessanta alain delon si chiamava piero monica vitti? vittoria c’erano le albe già i tramonti c’era mio padre in c...