Sono Mercurio, un messaggero, porto la posta Nei Luoghi più Strani; pensate che l'ultima volta l'ho imbucata in una cassetta che stava su una torre alta seicentomila metri, la quale era appesa ad un filo, la cui altra estremità era attaccata ad un raggio di sole. Roba da non credere, fino a che non lo si vede.
E' proprio per questo genere di cose, di consegne, che the big boss, come lo chiamano i folletti del posto (di lavoro), mi ha dotato di scarpe volanti; sono stranissime: stivaletti che, come forma, potrebbero assomigliare a quelli dell'adidas, vecchio stile pugile; ricordate? quelli che alcuni soggetti (mi pare li chiamassero grezzi sulla terra) usavano mettere da fuori i jeans; comunque se non fosse per un piccolo particolare sembrerebbero proprio quelli, in versione tarocca. Il particolare è che, ai lati, sia all'esterno che all'interno, vi sono attaccate delle piccole alette d'oro (dice lui, the big boss); io, in realtà, ho sempre pensato che siano laccate perchè , ogni tanto, mi pare di vedere dei pezzi di vernice che si staccano.
La cosa curiosa è che quando le lascio da qualche parte e poi me le rimetto, le alette sono come nuove; è per questo che ho pensato che the big boss, più che pagarmi delle scarpe con delle alette di oro vero, preferisce pagare il lavoro di manutenzione dei folletti che, ogni qual volta se ne va un pò di vernice, pensano subito a rilaccarle, a mia insaputa; va a finire che ci perde anche lo stupido (non è mai stato un genio con il denaro).
Comunque, dicevo, il mio mestiere è consegnare la posta Nei Luoghi più Strani.
Il problema è che il mio compito non si esaurisce nel consegnarla; anzi, prima della consegna, ho un compito forse ancora più oneroso e di sostanza, del quale non avevo assolutamente parlato al colloquio con the big boss - ecco perchè secondo me sono sottopagato ed ho deciso di iscrivermi al sindacato dei messaggeri (anche se i folletti mi han detto che serve a poco) -.
Il compito è quello di dividere le lettere, prima di consegnarle in:
-lettere d'amore
-lettere d'odio
per poi marchiarle con il loro relativo timbro.
Compito che a me sembrava di poco conto o più che altro di scarsa difficoltà quando mi è stato assegnato; ho subito pensato, difatti : "vabè, si capisce bene se una lettera è impregnata d'amore o di odio; si capisce dagli appellativi, dai verbi, dal toner, insomma si capisce".
Ora, col senno di poi ed un pò di esperienza, ho capito che avevo a dir poco sottovalutato il compito; a ben dire, lo capì già dalla terza lettera che mi fu chiesto di consegnare, la quale marchiai con il timbro "odio" quando avrei dovuto marchiarla con il timbro "amore".
Per colpa mia il destinatario non la volle aprire e questo fu causa della fine di molte cose.
The big boss, fortunatamente, mi perdonò per quella volta.
La rilessi diverse volte per capire il perchè del mio errore. Per farvi capire quale fu l'oggetto del mio primo fallimento professionale la riporto qui di seguito:
Ciao Marco, mi sono decisa a scriverti, finalmente, dopo tanto tempo. Mi spiace che tu abbia continuato a carcami, nonostante i miei innumerevoli sforzi di respingerti. Mi hai fatto molta pena; e , fondamentalmente, è la pena il sentimento che mi spinge a scriverti ora.
Tu pensavi che non sarebbe finita? pensavi davvero che ci saremmo sposati e avremmo costruito una famiglia insieme?
Cosa immaginavi? di poterti prendere cura di me per sempre? Di spingere la mia sedia a rotelle dove meglio credevi, in qualunque occasione? tanto parliamoci chiaro, come può un handicappato scegliere davvero dove andare? come avrei potuto mai scegliere davvero qualcosa, trascinarti io in qualche posto, guidare e non essere guidata? so che lo pensi anche tu.
E dunque il tuo sogno d'amore è infranto. Il tuo bisogno di sentirti importante, l' ancora di salvezza si è staccata dalla tua nave ed ha preferito rimanere negli abissi.
Non so descrivere la pena che provo per te; forse la stessa che ti lessi in faccia al nostro primo incontro in quel bar di Stoccolma, quando ti dissi che avrei preso un altro giro di whisky e tu, con aria leggera, mi rispondesti: "ti seguo a ruota" e poi mi sorridesti quasi a voler dire :"non cambia niente il fatto che tu sia su una maledetta sedia a rotelle"; appunto, non ridesti, sorridesti. O come quella volta che mi dicesti che eri contento di avere delle rampe in casa perchè erano perfette per il tuo skateboard e poi, per dimostrarmi che non scherzavi, ti rompesti la testa sullo spigolo del tavolo; non c'era abbastanza spazio e lo sapevi; poco dopo, mentre ti medicavo, mi guardasti, ed in silenzio mi dicesti "hai visto, anche tu ti prendi cura di me".Già, quelle cose che non si potevan dire; è possibile che ci siano cose che non si possono dire, tra due che si amano? secondo te si vero? ed è quello che rendeva il nostro amore ancora più profondo? vero? secondo me no, lo rendeva incompleto. Il tuo modo idiota ed i tuoi tentativi sporadici di esorcizzare la mia condizione, la mia condizione.
Comunque, provo questo sentimento di pena per te, uomo che vorrebbe andare a letto tutti i giorni sapendo di essere un eroe, che vorrebbe un recipiente da cui attingere autostima quotidianamente, quando non gli van bene le cose, per esempio il lavoro.
Vorrei essere chiara, per l'ultima volta; stammi lontano, non cercarmi, lasciami libera. Ho bisogno di rifarmi una vita, e con il tuo spettro sempre affianco che bisbiglia non riesco neanche a sentire quello che gli altri dicono.
Non penso di dover aggiungere altro. Non avrei mai voluto essere così cruda, mi hai costretto tu. Mi hai portato ad odiarti, cosa che non avrei mai creduto possibile.
Addio (e che sia per sempre).
Francesca
"Come poteva essere una lettera d'amore" pensai subito dopo? era scritto a chiare lettere che si trattava di odio.
Ricordo ancora le parole esatte di the big boss quando mi riportò la lettera indietro e me la diede: "Tu Mercurio, sei stato scelto come messaggero non a caso, al contrario di come hai pensato finora; quello che svolgi è un ruolo di grande importanza. Il messagero dei Luoghi più Strani deve sapere, conoscere, capire, sentire. Non può commettere errori come quello di oggi; deve avere il cuore di spugna, che assorba tutto e non lasci filtrare niente. E' per questa virtù infame che gli è dato, in compenso, di volare, e di poter andare nei Luoghi più Strani.
Ora, che sono un messaggero esperto, vi posso dire che, tornando indietro, avrei marchiato quella lettera "Amore" con il mio stesso sangue.
Giulio
Reading List
Thursday, January 24, 2013
Sunday, January 13, 2013
Amava il calore ed il sale del pianto
ciao
ciao
come va?
va, e basta
ok, dove va allora?
bè questa è ancora più difficile
cosa vuoi che ti chieda?
niente
cosa vuoi che ti dica?
niente
che fai?
fisso il muro
ah, finalmente una risposta
di che colore è?
bianco
quali stanze divide?
adesso stai tornando complicato
hai bevuto un bicchiere d'acqua oggi?
si, uno e mezzo
hai freddo?
no, sto bene
hai parlato al telefono con qualcuno?
scherzi
già
hai visto i tuoi occhi?
neanche per sogno
sei in camera tua?
si
ne sei uscita oggi?
no
ma sono le dieci di sera
ah si?
e non hai mangiato?
no
e come hai fatto a non mangiare?
non so, credo, ho dormito molto
quanto?
non so, fino a poco tempo fa
le medicine?
le ho finite
da quanto?
due giorni
ma stai guardando la tv?
no, la presa è staccata
il cellulare?
non so, sarà da qualche parte, scarico, forse sotto la felpa rossa, ma forse no
non pensi che i tuoi si possano preoccupare non sentendoti?
si
e allora?
e allora cosa?
non fai nulla per loro?non ti importa?
mi piacerebbe
importartene di loro?
importarmene di qualcosa.
ti voglio bene
anche io, se non ricordo male
ciao
ciao.
Giulio
ciao
ciao
come va?
va, e basta
ok, dove va allora?
bè questa è ancora più difficile
cosa vuoi che ti chieda?
niente
cosa vuoi che ti dica?
niente
che fai?
fisso il muro
ah, finalmente una risposta
di che colore è?
bianco
quali stanze divide?
adesso stai tornando complicato
hai bevuto un bicchiere d'acqua oggi?
si, uno e mezzo
hai freddo?
no, sto bene
hai parlato al telefono con qualcuno?
scherzi
già
hai visto i tuoi occhi?
neanche per sogno
sei in camera tua?
si
ne sei uscita oggi?
no
ma sono le dieci di sera
ah si?
e non hai mangiato?
no
e come hai fatto a non mangiare?
non so, credo, ho dormito molto
quanto?
non so, fino a poco tempo fa
le medicine?
le ho finite
da quanto?
due giorni
ma stai guardando la tv?
no, la presa è staccata
il cellulare?
non so, sarà da qualche parte, scarico, forse sotto la felpa rossa, ma forse no
non pensi che i tuoi si possano preoccupare non sentendoti?
si
e allora?
e allora cosa?
non fai nulla per loro?non ti importa?
mi piacerebbe
importartene di loro?
importarmene di qualcosa.
ti voglio bene
anche io, se non ricordo male
ciao
ciao.
Giulio
Sunday, December 23, 2012
tempi postmoderni
il colore è il nero
con una leggera sfumatura di verde
ci hanno attribuito tre-quattro anni di vita economica
al netto di fusi orari e monete uniche
tutto accade e accadrà
troppo velocemente per capirlo
il mondo ha cambiato ritmo
mentre noi eravamo davanti alla tv
ci è rimasta solo la storia
da scrivere nei bar e sulle scale delle chiese
non c'è abbastanza tempo
per rimpiangere le vecchie valute
un tempo si diceva morissimo
nel più vicino ospedale
adesso ci svalutiamo rapidi
foglie economiche precipitano da alberi monetari
il colore è il nero
con una leggera sfumatura di verde
(marco)
Tuesday, September 25, 2012
( / )
Dimmelo anche tu
che non mi riconosci più
che non sai mai dire quando scherzo
o quando ti sto mandando affanculo
che una volta speravi di più
che forse al tuo inferno
hai risposto con gelido mutismo
che forse al tuo interno
si sono invertite le stagioni
che forse al tuo inverno
hai replicato con questo enorme autunno
(marco)
Wednesday, September 19, 2012
Tuesday, September 18, 2012
Registrato tra Londra e Colonia,1978.
Recorded in London/Cologne, 1978.
Aufgenommen in London/Koln, 1978
http://www.youtube.com/watch?v=RfKcu_ze-60
Friday, September 14, 2012
Padre di chi.
io sono incazzato padre, padre di nessuno in realtà ci ha mai pensato che viene chiamato padre da tutti ma lei non è e non potrà mai essere il padre di nessuno?.Io vengo qui a farle queste confessioni solo perchè lei si possa sentir padre, non so bene se serviranno anche a me, ma a lei, di certo.
Dunque la questione Don Giovanni, anche sto nome in realtà è poco azzeccato, è che sono incazzato e basta, molto spesso, molto spesso con tutti e con me, anche con me.Perchè? Mi sono accorto che non mi stupisce il marcio, quello no, non mi stupisce più, mi stupisce il buono,mi stupisce il civile, mi stupisce il saggio, mi stupisce l'amico. Allora le faccio un esempio: se camminando per strada vedo qualcuno che getta una carta per terra, non mi stupisce affatto come non mi stupisce la pioggia di marzo. Se leggo sul giornale che una madre ha ammazzato suo figlio con quaranta coltellate non mi stupisce mica, è successo spesse volte con spesse lame. Se vedo un anziano signore, con un bastone, che barcolla nell'autobus in corsa rischiando di cadere con accanto un giovane baldo seduto al "suo" posto che non riesce a vederlo, non mi stupisce no. Se vedo un barbone deriso dalla gente mentre chiede due soldi per mangiare non mi stupisco, l'indifferenza non mi stupisce. Le dico io cosa mi stupisce: un giovane che dice buonasera sia entrando che uscendo da un negozio o dalle poste già mi stupisce un poco; una ragazza che aiuta una signora con un passeggino a scendere le scalette del treno anche un pò; una piccola folla di gente ferma ad un banchetto di una fondazione per i malati di cancro in piazza bologna mi stupirebbe non poco; una cassiera del supermercato che non tira le confezioni contro le lamiere dopo averlo passato sul rilevaprezzi (nome inventato), ma le appoggia come se si trattasse proprio del cibo che dovrai mangiare tu, quello mi stupirebbe, mi farebbe pensare: "ma guarda un pò". Potrà pensare che in fondo non le sto dicendo dove ho peccato io, ma dove peccano altri, ma il problema è che non è così. Il mio problema è ben diverso, ogni volta che non mi stupisco dell'inciviltà, dell'indifferenza, dell'odio, dell'egoismo, ogni volta mi sembra di macchiarmi di un piccolo peccato, confermato poi dallo stupore per i comportamenti e per le azioni sane. Prete io non so dove voglio andare a parare, magari lei quando ha scelto questo mestiere sperava di sentire cose più interessanti durante i confessionali, e magari qualcuno gliele dice; So solo che mi sento di dire "sciocchezze" del genere più che dirle che mi masturbo o che ho rubato la donna del mio amico, o che mi da soddisfazione bestemmiare e certe volte ho pensato di uccidere delle persone. Io le sto parlando di certe cose perchè in un certo senso mi sembra di andare alla radice di tutto, al vero fatto interessante: la mia coscienza; quella cosa che lei e qualcun altro pensate si possa ripulire pregando e facendo svariate penitenze.Io lo so che nè lei, nè la chiesa, ne dio potete farci niente e difatti sono venuto qui solo per sfogarmi e per raccontarle un pò come stanno le cose fuori da queste mura, dalle stanze del culto. Le dò un altro suggerimento: fare le prediche è facile, così come scrivere dieci comandamenti che tutti dovrebbero rispettare, il difficile è dare l'esempio, quello smuove le coscienze, lei e tutti coloro che vorrebbero cambiare il mondo o le persone dovrebbero essere un esempio, solo questo, così il genitore per il figlio, così il politico per il cittadino, così l'insegnante per l'alunno, così il gatto per il topo ( forse questi due no)...L'esempio è la chiave di tutto, perchè la gente si imita, la gente osserva quello che fanno gli altri, trae le sue conclusioni vedendo che risultati si ottengono tenendo certi comportamenti e li riproduce, passo per passo..chi più chi meno...sicuramente in media..si è fatto tardi ora, ora che l'ho confessata senza nemmeno sapere che voce ha, vado a darmi un buon esempio.
io sono incazzato padre, padre di nessuno in realtà ci ha mai pensato che viene chiamato padre da tutti ma lei non è e non potrà mai essere il padre di nessuno?.Io vengo qui a farle queste confessioni solo perchè lei si possa sentir padre, non so bene se serviranno anche a me, ma a lei, di certo.
Dunque la questione Don Giovanni, anche sto nome in realtà è poco azzeccato, è che sono incazzato e basta, molto spesso, molto spesso con tutti e con me, anche con me.Perchè? Mi sono accorto che non mi stupisce il marcio, quello no, non mi stupisce più, mi stupisce il buono,mi stupisce il civile, mi stupisce il saggio, mi stupisce l'amico. Allora le faccio un esempio: se camminando per strada vedo qualcuno che getta una carta per terra, non mi stupisce affatto come non mi stupisce la pioggia di marzo. Se leggo sul giornale che una madre ha ammazzato suo figlio con quaranta coltellate non mi stupisce mica, è successo spesse volte con spesse lame. Se vedo un anziano signore, con un bastone, che barcolla nell'autobus in corsa rischiando di cadere con accanto un giovane baldo seduto al "suo" posto che non riesce a vederlo, non mi stupisce no. Se vedo un barbone deriso dalla gente mentre chiede due soldi per mangiare non mi stupisco, l'indifferenza non mi stupisce. Le dico io cosa mi stupisce: un giovane che dice buonasera sia entrando che uscendo da un negozio o dalle poste già mi stupisce un poco; una ragazza che aiuta una signora con un passeggino a scendere le scalette del treno anche un pò; una piccola folla di gente ferma ad un banchetto di una fondazione per i malati di cancro in piazza bologna mi stupirebbe non poco; una cassiera del supermercato che non tira le confezioni contro le lamiere dopo averlo passato sul rilevaprezzi (nome inventato), ma le appoggia come se si trattasse proprio del cibo che dovrai mangiare tu, quello mi stupirebbe, mi farebbe pensare: "ma guarda un pò". Potrà pensare che in fondo non le sto dicendo dove ho peccato io, ma dove peccano altri, ma il problema è che non è così. Il mio problema è ben diverso, ogni volta che non mi stupisco dell'inciviltà, dell'indifferenza, dell'odio, dell'egoismo, ogni volta mi sembra di macchiarmi di un piccolo peccato, confermato poi dallo stupore per i comportamenti e per le azioni sane. Prete io non so dove voglio andare a parare, magari lei quando ha scelto questo mestiere sperava di sentire cose più interessanti durante i confessionali, e magari qualcuno gliele dice; So solo che mi sento di dire "sciocchezze" del genere più che dirle che mi masturbo o che ho rubato la donna del mio amico, o che mi da soddisfazione bestemmiare e certe volte ho pensato di uccidere delle persone. Io le sto parlando di certe cose perchè in un certo senso mi sembra di andare alla radice di tutto, al vero fatto interessante: la mia coscienza; quella cosa che lei e qualcun altro pensate si possa ripulire pregando e facendo svariate penitenze.Io lo so che nè lei, nè la chiesa, ne dio potete farci niente e difatti sono venuto qui solo per sfogarmi e per raccontarle un pò come stanno le cose fuori da queste mura, dalle stanze del culto. Le dò un altro suggerimento: fare le prediche è facile, così come scrivere dieci comandamenti che tutti dovrebbero rispettare, il difficile è dare l'esempio, quello smuove le coscienze, lei e tutti coloro che vorrebbero cambiare il mondo o le persone dovrebbero essere un esempio, solo questo, così il genitore per il figlio, così il politico per il cittadino, così l'insegnante per l'alunno, così il gatto per il topo ( forse questi due no)...L'esempio è la chiave di tutto, perchè la gente si imita, la gente osserva quello che fanno gli altri, trae le sue conclusioni vedendo che risultati si ottengono tenendo certi comportamenti e li riproduce, passo per passo..chi più chi meno...sicuramente in media..si è fatto tardi ora, ora che l'ho confessata senza nemmeno sapere che voce ha, vado a darmi un buon esempio.
Anche i Fiori hanno paura
(Vecchie passeggiate nel mio vecchio quartiere)
cammino, la strada è lunga, piena di cose, almeno per come la vedo io, guardo,
gente di mezza età parla al telefono di ginnastica posturale
"all'ospedale non si paga ma la lista di attesa è di mesi, in clinica mi salasserebbero invece" conclusione? boh
e io penso, forse ha mal di schiena proprio perchè ha la testa sempre china verso il basso
passo avanti,
la signora dello shrilanka entra, come ogni giorno nel tabaccaio e gioca all'enalotto e non tanto perchè ci spera, tanto non si vince mai, ma perchè questo la fa sentire più italiana, di quelli con le abitudini mangiasoldi...perchè se spendo poi alla fine vuol dire che tanto messi male non stiamo..."stasera che si mangia mamma?" "ah..già, non ho fatto in tempo a fare la spesa,vediamo cosa c'è"
ancora avanti e vedo i fiori di cui non conosco il nome, bellissimi, bianche e rossi, riesco a distinguere i colori solo grazie ai fiori ormai, che spuntano dalle ringhiere dal cantiere della metro c, quasi a cercare di scappare, ma per farlo dovrebbero spezzarsi e poi chisà essere raccolti da qualcuno per avere ancora un senso e non esser calpestati. anche i fiori hanno paura, e quindi ancora lì nel cantiere della metro c
ancora avanti allora, c'è il bar con la bandiera dell'Albania, non l'ho mai capito, e di certo se mi trovavo a dover prendere un caffè, non l'ho mai scelto, e nessuno dei miei amici me ne ha mai parlato, eppure, è lì da sempre, da prima di me
passo ancora avanti,
ah si, qui ci abitava, no, non ci abitava, ci abita ancora e una volta avresti citofonato senza esitazioni,come ogni giorno di un periodo che non sei sicuro di aver vissuto, perchè è stato prima del muro.. adesso..."ci abitava"
ebbene si, a quanto pare non è il tempo a far sfumare i ricordi ma è il frattempo..
passo avanti, ah ecco, lo sapevo che anche oggi dovevo intossicarmi
gente che maledice l'86 che non arriva, step 1: sti cazzo di autobus che ti fanno perdere le giornate, step 2: governo di merda, step 3: fanculo a berlusconi! eccallà! mi sta sul cazzo tanto lui quanto chi ne parla in ogni luogo e in ogni lago, anche quando non è degno di nota e non ha senso, la gente ormai lo vede come uno di famiglia. triste .
ma per fortuna si va avanti, tò il tabaccaio pieno di cose stilossissime in vetrina! vorrei una valigetta per il poker, di quelle con le fiches e le carte..."se compri fiches e carte spendi di meno". triste . e la valigetta la cosa che mi intrippa
non ha avuto scelta: se non l'avesse ucciso lui avrebbe ucciso lei
vado ancora avanti, footlooker ha sempre le solite cagate e io puntualmente ci entro e puntualmente guardo sempre le solite cagate..sarà che mi piaccion le cagate o saranno i miracoli del marketing, già perchè i miracoli esistono e il marketing ne è la prova..
menomale che non ho l'x box a Roma
ancora avanti, la ragazza col cane, lei non lo guarda mai, guarda solo quelli che lo guardano. ah no, a vedere bene quello è un ragazzo, non il cane, e il guinzaglio allora? a vabbè ma ce l'ha anche lei
eccoci:feltrinelli, io adoro la feltrinelli, tranne il reparto videogiochi, sofisticatissimo e nauseante
entro ovviamente, come al solito, leggo una recenzione e poi un paio di pagine a caso dei libri con le copertine e i titoli che mi sanno di qualcosa e poi...tutto il resto mi piace immaginarlo e un giorno, forse scoprirò la verità, o forse no, un pò per pigrizia, un pò per paura di restar deluso; reparto musica allora:"salve vorrei passare all'elettrico ma non capisco molte di chitarre elettriche..mi hanno detto che la greg bennet è buona ma ha un prezzo basso "PERCHE' I PEZZI SONO ASSEMBLATI IN KOREA (da sottopagati) MA SONO TUTTI DI PRODUZIONE STATUNITENSE" "mmm si, è più o meno così" "ah ok, si può provare?" le cose tra parentesi e scritte in piccolo non reggono il confronto con un buon affare
vado via, senza comprarla ovviamente per ora...mi piace scroccare il tempo e le pagine dei libri alle persone che, "poveraccie" sono lì per fare il loro mestiere...poveraccie quelle che non lo fanno direi
esco da feltrinelli e e passo davanti a quella scritta che mi piacerebbe se non fosse per la svastica che l'accompagna: "PAOLO VIVE", e la cosa che mi chiedo non è perchè lo abbiano scritto, sarebbe stupida come domanda...ma perchè un simbolo la cui riproduzione, sotto qualsiasi forma, dovrebbe essere illegale continui a stare su un muro, enormemente, senza essere cancellato..nella strada più importante, e magari per un "ti amo", molto più discretamente scritto, vengono prontamente rimbiancati pezzi di muri. Sarà che l'odio è più forte dell'amore ...strano quartiere il mio, strano mondo il mio
vado avanti ancora, ancora cartelloni con facce di politici incipriati..giungo alla mia solita conclusione: la politica è una delle cose più volgari, perverse, vomitevoli, porche, succhiatempo, succhiasoldi, succhianima, succhia a tutti loro, che conosca.
cammino
due uomini che si tengono per mano e chissà perchè se avessi una reflex gli farei una foto..già, perchè?
mi squilla il telefono, non rispondo, sono troppo impegnato
19.30, vado a fare la spesa che senò finisco come il figlio della shrilankese, col "vediamo che c'è" (non che non mi sia mai successo intendiamoci, anzi)
e poi stasera sarò sulla stessa strada, in un locale con i divanetti zebrati..con altra gente però, che ha occhi diversi. metterò i soliti occhiali scuri per nascondere i miei.
"Viaggia leggero" dice mia madre.
Giulio
Wednesday, September 12, 2012
Sulla neve - Varlam Salamov
Come si apre una strada nella neve vergine? Un uomo marcia in testa, sudando e bestemmiando, muovendo a stento i piedi, continuando a sprofondare nella neve molle, alta. Va avanti, sempre più lontano, lasciando sul suo cammino buche nere e irregolari. Stanco, si stende sulla neve, si accende una sigaretta, e il fumo della machorka si spande in una piccola nuvola azzurra sopra la neve bianca, scintillante. Lui è già ripartito e la nuvoletta resta sospesa là dove si era fermato a riposare: l'aria è quasi immobile. Vengono sempre scelte delle giornate serene per aprire una strada, perché il vento non cancelli il lavoro umano. L'uomo trova da solo i punti di riferimento nell'infinità nevosa - una roccia, un albero alto - e guida il proprio corpo sulla neve come il timoniere guida la barca lungo un fiume, da un capo all'altro.
Una fila di cinque o sei uomini, spalla a spalla, marcia lungo la sottile e incerta pista appena tracciata. Posano i piedi accanto al solco, non dentro. E raggiunto il punto prestabilito fanno dietrofront e ricominciano a marciare calpestando la distesa di neve vergine, dove ancora non si è mai posato piede umano. E la strada è tracciata. Possono percorrerla uomini, slitte e trattori. Se si seguissero le orme del primo uomo si avrebbe un cammino visibile ma appena praticabile: un sentierino e non una strada - buche sulle quali avanzare è più difficile che sulla neve vergine. E' il primo uomo che ha il compito più duro, e quando le forze gli vengono meno uno dei cinque compagni del gruppo di testa va a dargli il cambio. Tra quelli che seguono le sue tracce, tutti, anche il più piccolo o il più debole devono camminare su un angoletto di neve vergine, e non sulle orme altrui. Quanto ai trattori e ai cavalli, su quelli non vanno gli scrittori, ma i lettori.
Friday, September 7, 2012
I lunedì al sole
i lunedì al sole
e poi i martedì i mercoledì i giovedì
e altri fotogrammi che non mi sovvengono
tu continui a mandare e-mail in Cina
mentre io al parco guardo i cani degli altri
fino a quando non arriva la notte
è da mesi che sogno di entrare in un tunnel
mai una volta che sogni di uscirne
(marco)
Wednesday, September 5, 2012
Pompieri
Sono anni che proseguo
nel mio sociale esperimento
dico a tutti
Buongiorno e Come sta?
porto le buste pesanti
delle anziane del discount
ti ascolto nelle paure e conforto come posso
anche se andrò a letto tardi
e intanto molti meschini a equivocare
filo spinato sulla mia lana scozzese
e intanto i miei stanno arrivando
strani moderni pompieri a spegnere i miei incendi
non sanno loro
quelli come me non durano a lungo
(marco)
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ignoranza
v. un pomeriggio di montagna traboccare l’uno dell’altro svelarsi la mappa dei propri punti deboli rendersi vulnerabili abband...
-
per s.d.s. mentre, nel labirinto, il percorso possibile è solo uno e porta al centro e poi all’uscita, nel dedalo perdersi è inevitabile. ...
-
Ambaradan è un termine che indica un insieme disordinato di cose. Si presume derivi dalla battaglia di Amba Aradam, in Etiopia, nel 1936. U...