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Saturday, April 22, 2023

Catania/Uranio 238

per giuseppe g. & camillo b.


a catania l'altra notte 

città di proboscidi e rovine

mentre scorrevo a sud dei miei organi 

ho concluso il percorso 

che porta da goethe ai giorni nostri 


il padrone di casa appare fiero 

di non essere come noi 

felice della sua autonomia

come un bambino la domenica mattina 

(con i soldi della mamma)


queste virgole dorate 

sulle volte di palazzo biscari 

vorrei si spegnessero di colpo

non sopporto la vista 

di una nazione anziana che si ingozza


qui dove goethe aveva dormito 

il padrone di casa si sente defraudato

senza cavour lui sarebbe di certo altrove

in un luogo migliore 

di questa reggia fatta d'oro e cibo gratis 


mentre lo guardo mi chiedo 

quanto ci mette l'uranio 238 a decadere 

quattro miliardi e mezzo d'anni

è lungo ai nostri occhi ma è così 

il suo schema naturale 


il me stesso a sud dei miei organi domanda 

quanto ci mette un passato glorioso a decadere 

l'ho scoperto a catania l'altra notte 

il tempo di concludere il percorso 

che porta da goethe ai giorni nostri

Thursday, March 23, 2023

specchio

per i. bergman


l'unico luogo in cui ho freddo

davanti allo specchio

quando incontro i miei occhi 

la finestra su quello che c'è dietro

il panorama più sterminato che conosca

polonio in locale londinese 


tu pensa la prima persona nel pianeta

nel momento in cui ha scoperto lo specchio

la paralisi di un incontro con chi non mente

L'unico a cui non puoi nascondere

tutte le cose orribili che hai fatto

e quelle che hai covato


non credo possa esistere 

qualcosa di più spaventoso

di un risveglio con me stesso

davanti a un muro riflettente 

la lanterna si rovescia mentre dormo 

rivoglio tutte le mie adorabili bugie 


mi sento sempre in pericolo 

quando affronto lo specchio 

come se la mia sagoma fosse il confine

oltre cui ogni conflitto s'interrompe 

come se non ci fosse altro deserto 

all'infuori di me 

Wednesday, March 22, 2023

il mio cane

io sono qui io sono lì

io raccolgo io perlustro io rallento 

se corro da te rompo gli argini spezzo le catene

è freddo quello che sento?

non credo è forse un malincuore

non mi importa

non so dirti come e quando sono diventato 

l'uomo che ero ieri

c'è l'oggi c'è l'adesso c'è l'istante c'è la foglia del mio albero

non ci sono semi non ci sono promesse

il mio cane è diventato il mio segno sul carbone

se sollevi il foglio lui corre via ed io 

- inutile raccontarsi favole - 

io mi cancello

divento un ricordo di ieri un pensiero di domani

e non esisto più


Monday, February 27, 2023

uno studio di bacon

 cartilagine tra le ginocchia

fiducia nel prossimo

retrogusto amaro post risata

nonostante quello che pensi

ancora ho un po’ di tutto questo

nella mia tasca sinistra

 

quando mi fai un complimento

si infrange un vaso sul pavimento

il mio prossimo futuro è un temporale imprevedibile

uno studio di bacon smontato e rimontato altrove

non chiedermi nulla non dirmi cosa cerchi

sai che si sta bene tra la polvere 

Friday, February 17, 2023

centimetro

il livello dell'acqua è salito nella notte
un metro e settantadue di ossigeno e idrogeno
e ancora resto in equilibrio

scommetto che ti manca 
quel vento freddo di montagna
di cui ti lamentavi sempre 

sentire che non puoi innescare i movimenti più banali
mi fa sentire piatto e freddo
nulla più che un satellite di giove

rimane quest'ultimo centimetro
decisivo 
ma io non so come donartelo


Monday, February 6, 2023

dialogo (dia-logos)

dialogo tra

montesacro (00141), mostacciano (00144), marrakech (40000)  


questa fretta di decifrarsi

non riesco proprio ad apprezzarla 

se adesso io la sconfiggo

rientrate in casa voi

/quadrante sud quadrante nord/

i nomi e i cognomi che tengo impressi sottopelle


è il tempo di una folata di vento

buttate fuori la parola "tremore" una domenica pomeriggio 

/quadrante sud quadrante nord/

vi tengo la mano col mio cuore bradicardico e tutto è ok

e i nostri animali hanno nomi nuovi ed esotici

che solo noi capiamo


sapete adesso c'è una donna 

 - c'è sempre stata una donna, probabilmente -  

ma adesso 

/quadrante sud quadrante nord/

c'è una donna che dorme con me all'altro capo del letto

e bilancia col respiro i miei debiti d'ossigeno


quello che voglio dirvi è che io e lei siamo sempre stati una famiglia

da prima che la conoscessi

e che io e voi 

/quadrante sud quadrante nord/ 

siamo sempre stati una famiglia 

da prima che mi generaste 

Wednesday, January 18, 2023

versatile

per piero
l’estraneo che amo di più
 
erano otto anni che non mi parlava
(è un calcolo per difetto)
l’aveva scelto lui, non io
ieri lo trovo nel salotto di casa
mi dice BUONE FESTE
 
ho pensato a me in uno di quei bunker sotterranei
mi vedo uscire fuori quando l’uragano si esaurisce  
osservare le macerie
e mentre faccio la conta dei danni
penso di emigrare verso ovest

foucalt / aggiornamento del 2023

vedere il mio corpo invecchiare 
l'unico lavoro che non lascio
quercia già incisa
da molte mani femminili
che non posso o non so abbandonare
 
sembra un castigo senza pausa
oltre i palazzi panorami extraurbani
laghi pieni di pesci cascate cristalline
ci pensi donnie che bello sarebbe
vivere senza tutta questa plastica 
 
e tuo fratello sta male non sa la strada e come lo capisco
portalo a vedere il pendolo di foucault
così riscopre il mondo intero in mezzo metro
che ruota senza fine e riesce a non pensare
a questa nostra esanime nazione


Friday, December 16, 2022

pressione/satelliti

per una madre del gargano e suo figlio

 

il sole tramonta il suono si disperde

poco da dire se non

le regole del mondo ce le insegnano sul corpo

 

ci allontaniamo tirati agli opposti

da forze stupide e senza eleganza

un caso distratto e bestiale che ci calpesta

 

eppure di una coppia di satelliti

(anche se li allontani)

uno rimane il riferimento dell’altro

 

quanto è facile distruggere, quanto è senza grazia

quel che non si disintegra è l’impronta

l’orma della voce dell’una dentro l’altro

 

più si allontana più esiste

più avverti la pressione della sua mano sulla tua

una sua parola una sua dolcezza di madre

 

madre, questa prima parola dell’universo

che non serve tradurre o interpretare

 

metti anche che questo pianeta imploda.

metti che ogni minuscolo frammento si disperda nell’universo

e vi trovaste nei più estremi reconditi angoli di nulla.

ancora avvertirai appassionata e piena

 

la sua pressione senza tempo e recinzioni

Saturday, December 3, 2022

disfatto

per carmen e thom


questa voglia di ri-muoversi nel mondo 

dove l'ha trovata

io vedo un corpo che è cicatrice

di un momento che azzera tutti gli altri


non è una pianta indigena 

qualcuno l'ha raccolta in un osceno punto A 

e portata in un meno ostile punto B 

fà che non torni mai indietro


un lampo una reazione chimica un destino avverso

il mio letto è disfatto e stanco

un campo di battaglia spazzato dal vento 

domani proveremo a dargli un senso

Wednesday, November 30, 2022

gigantesco palazzo in affitto

la mia anima di uomo

l'avevo in mano l'altra sera 

e stamattina mi è caduta via 

tra cento piedi nella metro 

bottiglia tra le onde dell'atlantico


ho bisogno di perdermi 

tra le rampe di scale e i sotterranei 

di questo gigantesco palazzo in affitto

piangerò via tutta la sua ruggine 

lo rimetterò a nuovo con il riso e con il pianto


e ancora la mia anima 

la vedo perdersi e riprendersi 

un segnale radio intermittente un occhio pulsante che rotola 

mi fugge dalle mani lungo i canali di scolo  

e non lo riprendo più


se io devo, allora devo 

credimi non saprei come dirlo

ma se restiamo in silenzio insieme 

il dolore si dimezza la distanza pure 

non resta che chiedere a tutti


per cosa nasciamo? 

per de-scrivere la nostra incompiutezza?

per il gusto di nascere? 

o forse solo perchè, non farlo, 

tutto ci preclude?


volevo parlarti di piero e vittoria / infezione

un film degli anni sessanta alain delon si chiamava piero monica vitti? vittoria c’erano le albe già i tramonti c’era mio padre in c...