la sera inizia il vento sale
taglia le gambe alle speranze le accorcia demolisce
tutti i castelli di carta
costruiti con cura dalla gente
prima di dormire /
il vento supera gli uomini e le donne i cani i gatti li
attraversa
in ognuno di loro
c’è un dolore personale irraccontato
e il vento lo percorre
amplifica il silenzio disintegra e poi riunisce
queste solitudini di un millimetro
ma il vento poi incontra le montagne
la barriera che separa Ulaan Baatar da Karakorum
a frustrare i suoi pensieri
a lasciarlo battere sul nervo scoperto del mio dente
quel vuoto che non so nemmeno
definire
ma eccomi qui a guardarlo tutti i giorni
è il vento di ulaan baatar che dispone queste nuvole
che si incurva e si rialza
sulle colline sul mio naso senza il tuo
In un momento l’asia intera scende giù dal cielo
le strade si allagano il cherosene occupa gli alveoli io piango nessuno se ne accorge
mi bruciano gli occhi
tra così poco tornerò a casa
ho fatto ridere qualcuno stasera
e intanto mi chiedevo
che senso ha per me essere qui?
di notte il vento spazza le strade di ulaan baatar
una pianura piatta e rotta
incontro un fagotto morbido, riccio, marroncino
il cane morto più bello della terra
la mia amica l'aveva detto “non guardare”
ma io ero già dentro i suoi occhi abbandonati
è stato il vento di ulaan baatar
a farmeli incontrare
ci ho visto dentro tutto il mio dolore
è stato un piccolo spazio
un luogo in cui farci compagnia senza dire nulla
mi sento male perché non ho pensato di coprirlo
il novantanove per cento del mio corpo ha solo proseguito
ha tirato dritto come se nulla fosse
e se adesso quasi per intero sono tornato a roma
un frammento di me
è rimasto imprigionato in quello spazio
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