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Thursday, October 24, 2013

fuori dalla porta di casa tua

era una serata così bella
fuori dalla porta di casa tua
sentivo i corvi neri come le soffitte
e nel palazzo centinaia di uomini donne e cani ubriachi
tutti vacui forforosi contenitori di problemi
che avrei dovuto evitare di più
tutti tipici elementi della mia tavola periodica
che tanto Roma non si dimentica con un viaggio
credevo quest’isola fosse spopolata
non calcolavo qualche corvo
e i soliti milioni di fantasmi

Monday, October 21, 2013

uovadigallinacoriandolicerealisurgelati

All’uscita del centro commerciale
La gente si affanna insensata e inutile.
Un uomo giace a terra davanti l’entrata.
Le ambulanze raggiungono il potenziale morto.
La folla si ferma affranta
perché non sa come entrare nel centro commerciale.
Dieci minuti di massaggio cardiaco e nient’altro che nulla
questo enorme vocabolo non contemplato dagli scaffali

intanto all’uscita del centro commerciale
la vita si affanna insensata e inutile.
i paramedici scuotono la testa e la gente atterrita piange
per la fine degli sconti speciali sul pescato del maredelnord.
Il coroner compila il referto affranto
poi il cartello lo rallegra
da domani fino a nuovo ordine il bagnoschiuma costerà meno
cosa non farebbero per alzarci le endorfine

(marco)

Monday, September 23, 2013

Sara

fuori dal supermarket la pioggia batte piano sul terreno
mentre tu sei diventata una stella morta
ed io
io leggo la bacheca pubblica.
Un ragazzo regala presunti cani di razza.
Una polacca vorrebbe pulirmi la casa che non ho.
E poi c'è Sara
con il suo metal detector a dirmi di chiamarla
nel caso avessi smarrito monete o chiavi di casa.
Intanto fuori dal supermarket gli oggetti arrugginiscono
e anche tu ti sei aggiunto al novero delle stelle morte
e allora domani ti chiamerò, Sara
usciremo insieme al tuo metal detector
a cercare sottoterra le mie stelle morte.

(marco)

Tuesday, June 11, 2013

non ho paura dei plagi

Non so come interpretare
il tuo assentare pallido e assorto 
presso il rovente Muro Torto 
Non ho paura dei plagi
ma di amarti ancora, direbbe il codardo che sono 
Un tempo sapevo regalarti frasi a effetto e salti tripli 
Adesso guardo dove metto i piedi
Mi scopro parlare da solo in via cavour
e scrutare le stelle per trovare un lavoro dietro Orione
È da un po’ che volevo dirtelo
Quando penso a noi due
questa città ci contiene a malapena

marco

Monday, June 3, 2013

Il tuo colore



Quanto è grigio quel muro, di fronte la finestra 
pensavo fosse il cielo, cosi grigio e denso, poi ho realizzato, ho messo a fuoco bene e quasi ci son rimasto male.
Oggi, avrei voluto fosse il cielo, non so perchè,
avrebbe avuto il mio colore ed io il suo, non è da poco conto.
Avere il colore del cielo non capita tutti i giorni, soprattutto, quando non ha colore. 
Fa niente dai, se neanche il cielo si veste come te, per una volta, 
se non ti senti di parlare neanche a lui.
Non mi succedeva da tempo, di essere l'unico.
Se c'è qualcosa che imparai peró, è che bisogna smetterla, a un certo punto di cercare, qualcuno come te.
Che si finisce a perdersi dentro uno specchio.

Giulio


Sunday, May 26, 2013

Io

non sono una persona semplice,
tutt'altro, molto complessa.
Ma sono temperato: domino la complessità,
la sintetizzo, la metto in un cassetto
e quando mi piace,
 mi vesto  di Semplicità,
che è l'ideale per camminare
lungo il viale di gelsomino,
nelle giornate di sole.
Perchè non credo sia bene averla innaturata
 la semplicità, no;
 credo sia un bene invece,
 nuotare spesso nella meccanica di moti ondosi,
per capirne il valore.

Thursday, May 23, 2013

di fronte ai cambi di stagione


Che valenza abbia l’amore di fronte ai cambi di stagione
prima o poi ce lo chiediamo tutti.
Io mi difendo dai silenzi con fantasia e speranza
ed ogni giorno elaboro diverse rappresentazioni di te
Ieri notte eri un sinuoso cielo color sud africa.
Stamattina invece più o meno un pomeriggio ventoso sull'adriatico.
E mi piacevi in entrambe le occasioni.
Però alla fine lo sai che torniamo sempre ad Amsterdam
ad infilarci nello zoo comunale.
E’ sempre uguale, come piace a noi,
spopolato e triste.

(mar)

Monday, May 20, 2013

Luce e riflesso



La ballerina non si nutre di sensualità, la cerca per riconoscervisi,
l'opera d'arte non contempla nulla 
poichè è contemplata,
il vortice gira intorno a sè e se stesso,
il mattino non si cura mai della notte 
e la notte mai del mattino e difatti,
non si conosceranno mai,
la stella vive di luce propria
e noi della sua,
la madre ama senza essere amata;
non è il domani che porta pioggia ma la pioggia che porta al domani. 

Giulio

Wednesday, May 15, 2013




Tu ed io siamo dei perfezionisti  
Ogni giorno apportiamo lievi modifiche all'albero motore
bilanciamenti di poppa e prua
enormi lenzuola da issare e ritirare
rotte da studiare e scogli da scavalcare.
L’altro giorno pioveva forte ma nessuno di noi voleva andare sotto coperta
il vento scuoteva i nasi a punta e gli alluci all'insù
come gli haitiani cadevamo e battevamo la testa e ci rialzavamo
il vascello imbarcava acqua e il timone era senza controllo
nonostante i nostri immensi sforzi la situazione era ovunque disperata.
Era tutto compromesso, capite.
Poi, di colpo, ha smesso.
Il vento si è calmato, l’acqua è tornata indietro.
Ci siamo guardati stanchi
tu mi hai raccolto gli occhiali, io ti ho offerto una coperta
e abbiamo iniziato ad asciugarci piano.


marco


Tuesday, May 14, 2013

Internet ed i social network versus "la tua identità".



Alla fine di questo post penserete che sono pazzo, oppure no (nella prima ipotesi  vincereste un panettone scaduto).
La rete è una vera e propria trappola per idioti.  Internet ha determinato la scomparsa di due concetti importantissimi in tutti gli ambiti del vivere umano, quotidiano e non; lo spazio ed il tempo; ma non starò qui a parlare di finanza e di come, secondo me ed altri molto più illustri, l'immediatezza delle transazioni e degli spostamenti di denaro, abbiano causato un danno enorme al sistema economico ed avuto un ruolo da protagonista in questa crisetta, non parlerò di strumenti finanziari derivati messi in mano a chi non ha la facoltà di capirne nulla, ma ha la facoltà di scambiare come se non ci fosse un domani e come se fossero figurine,  non vi parlerò di economia reale e finanziaria no, vi parlerò di vita reale e virtuale, di quotidiano appunto. 
Vi faccio un esempio, anzi due: 
1965: una ragazzina invita una sua amica a studiare a casa. Studiano in cameretta con la radio accesa ed il wiskhey d'importazione rubato dal mobile segreto del papà. La radio, ovviamente tenuta accesa, passa il nuovo pezzo dei Kinks e il conduttore annuncia che il disco è in vendita a partire da oggi. Jana e Marie alla notizia, considerando, forse, anche l'effetto del wiskey di papà iniziano a gridare come delle forsennate e a saltare sul letto. Superata questa fase chiamano anche Dana e l'avvisano della notizia; lei risponde che stava sentendo il programma..urlando anche lei; allora la passano a prendere e poi via al negozio di dischi. Lì di fronte è il delirio, sono le 16 e 30 e c'è una fila lunghissima davanti al negozio che aprirà tra poco. Jana, nella moltitudine di volti conosciuti incontra Eddie, il ragazzo per cui va matta, che è lí per lo stesso motivo e ci si mette a parlare del più, del meno e dell'uguale fino a che non viene letteralmente tirata per un braccio da Marie che la trascina nello store, che ha appena aperto. Comprato il disco, senza poche difficoltà, le ragazze tornano a casa di Jana, entusiaste, continunano a sbevucchiare, e lo ascoltano cinque volte di fila, ballando come le matte, sino a mezzanotte. Risultato? Le ragazze si sono incontrate, hanno percorso spazio e hanno passato del tempo.
2013: Marta, spilzando il profilo facebook di Carla becca il link del nuovo singolo di Dry the river,  ci clicca su e ascolta la canzone, da sola, nella sua cameretta, il tutto per un tempo di cinque minuti; senza quindi essersi mossa nello spazio, aver condiviso niente con nessuno e senza aver passato un tempo superiore a quello della canzone (magari ne ha passato un pò di più perchè ha un maledetto 56k ammesso che li facciano ancora).

Non vorrei che qualcuno mi fraintendesse, e dunque pensasse che il problema sia passare del tempo o percorrere spazio, questi sono due concetti materiali utilizzati per supportare una tesi più vasta. 
Il problema, difatti, è rappresentato da un concetto più generale e generalizzante che è l'assenza di stimoli. 
 La rete ci consente di soddisfare qualsiasi bisogno in maniera che, con un azzardo molto più piccolo di come appare, oserei definire passiva, richiedendo dunque da parte nostra qualcosa di molto vicino al niente. In parole diverse , ci bombarda di offerta e dunque ci preclude, con dei meccanismi che assicurano che il tutto avvenga incoscientemente da parte nostra ( sono,non a caso, gli stessi meccanismi che utilizza il marketing esplicito, perchè poi di marketing si tratta anche in questa fattispecie) la scelta, senza star qui ad annoiarvi (oltremodo) su cosa significhi scegliere e quanto incida sulla formazione di un'identità, delle proprie idee e sulla costruzione dell'esistenza del singolo nella sua individualità o all'interno di un gruppo.
 Questo avviene in tutti gli ambiti del nostro vivere: nell'ambito dell'arte, della cultura, dell'informazione e infine della socializzazione che, in un mondo che non pecca cosi tanto di virtualizzazione, dovrebbe essere supportata, contornata, facilitata e addirittura stimolata dagli ambiti precedenti molto diversamente rispetto a come accade ora.

A conclusione di questo discorso, per evitare che il tutto possa essere confutato con le argomentazioni di qualche nerd progressista, che io, in quel caso, mi prenderei la briga di sopprimere, (e non nego che sarebbe più un pretesto) che mi parla del risparmio economico che assicura internet o delle facilitazioni di altro genere che implica, o che mi imbastisce un discorso sull'informazione libera in perfetto Grillo Style, sono disposto ad affermare che: si, potremmo continuare a vivere in questo modo, anche perchè visto il punto a cui siamo arrivati sarebbe difficile tornare indietro, peró facendo quello che io chiamo un compromesso al contrario (poichè secondo me il vero compromesso è proprio vivere in questo modo); cioè cercare di ridare valore a tutte quelle grandi cose che il nuovo sistema ci ha fatto dimenticare, ad esempio comprare un disco, un giornale, usare più spesso il telefono o addirittura incontrarci più spesso, per esempio fare più sport, respirare più aria aperta, diminuire la nostra ossessione per l' informazione/disinformazione, ricominciare a percorrere spazio ed impiegare del tempo per fare qualsiasi cosa, per esempio ricominciare a Scegliere.

Giulio

Cercando me, cercando te, cercando noi.



Le onde si lasciano trascinare
da me mentre il vento al solito fa i giochi
e Dio son pronto a fare accordi con lui
in merito a tutto quanto chiede,

direzioni, rotte ed ambizioni
non posson esser solo scelte
con l'arbitrio e di questo ormai ne siamo
giunti a conclusione

Le vele però le spiego io
che quello è il ruolo che m'è stato dato
di diritto quando son cresciuto
e sono diventato uomo.

Tu intanto aspettati ma ogni tanto
fai un passo verso te
che per trovarsi c'è bisogno
anche d'andarsi incontro

e se dove son io alla fine sarai tu
possibile che ci si veda
in mezzo al mare, alle correnti,
forse al centro del nostro mondo.


ignoranza

    v.   un pomeriggio di montagna traboccare l’uno dell’altro svelarsi la mappa dei propri punti deboli rendersi vulnerabili abband...